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Mariolina La Monica PDF Stampa E-mail
Scritto da Totò Mirabile   
Venerdì 15 Maggio 2020 13:47

MARIOLINA LA MONICA

Premio l'Arco della Cultura Lilybetana

Museo Mirabile Marsala

Mariolina La Monica è nata a Casteldaccia (Palermo). Di natura aperta e vivace, molto presto scopre un’autentica passione per la lettura che la spinge a ideare favole, racconti brevi e prove di poesia che, in quegli anni infantili, porta a conoscenza degli intimi, declamandoli su una sedia utilizzata come pulpito. Crescendo, parteciperà anche a diverse recite scolastiche e manterrà inalterate queste sue attitudini, senza mai palesarle al mondo esterno sino ai primi anni 70; periodo in cui la mancanza di una protagonista femminile nella commedia che il gruppo teatrale paesano va a preparare sotto la guida del poeta-regista Elvezio Petix, la porta casualmente a farne parte. Esperienza, questa, che rafforzerà le sue passioni e la condurrà ad affermare, ancora più imperiosamente in lei, l’amore per l’arte teatrale e la scrittura.

Oggi, sebbene in stasi da un po’ di tempo a causa di problemi personali, conta numerosi contributi al mondo letterario, quali articoli, recensioni, note critiche, interventi su riviste, blog o quaderni relativi al contesto, introduzione e presentazione di testi altrui, i quali, anche se, in verità, gli ultimi si contano abbondantemente sulle dita di una mano, sono stati per lei un banco di prova gratificante e costruttivo.

È stata componente di giuria di alcuni premi letterari e ideatrice e curatrice di “Tratteggi sul filo”, un’inconsueta antologia diaristica al femminile che fonde in sé le diverse culture e le esperienze di vita d’autrici italiane e straniere. Ha fatto attivamente teatro sino al 1988.

Da questo interesse sono scaturiti: l’elaborazione del testo “I ladri di sogni” di Salvo Zappulla nel 2007, il riadattamento scenico di “Uccelli” di Aristofane, nel 2008 (portato in scena dalla stessa in qualità di regista), la commedia in tre atti “Ombre scomposte” nel 2010, l’atto unico “Tra la ruggine, il sole” nel 2011. (testo che le è valso un secondo posto in un prestigioso premio teatrale che, del resto, rimane l’unico a cui ha partecipato). Ha pubblicato in versi: “Dall’ombra e dalla luce” nel 1997, “Specchio tra le onde” nel 2001, il poemetto “Il figlio dell’aquila” nel 2004, “Io, canzone di vento e di metallo” nel 2005, “Cristalli” nel 2009. Infine nell’aprile del 2016, dopo anni di apparente silenzio, l’e-Book “Vagheggiando Itaca” edito da La Recherche, mentre nell’ottobre dello stesso anno ha pubblicato questa stessa opera su cartaceo, con la casa editrice Thule di Tommaso Romano, in una versione che si avvale di una nuova impostazione e dell’aggiunta di qualche lirica.

In narrativa ha esordito nel luglio del 2007 con il romanzo-saga “CIPRIA”, edito da Il Filo, seguito, a pochi mesi di distanza, dalla pubblicazione della raccolta di racconti “Ventaglio in verticale”, edita da Thule, e apparsa su un numero monografico di “Spiritualità e Letteratura”, e nel 2012 dalla sopracitata antologia diaristica “Tratteggi sul Filo”, edita da Ilapalma. Quest’ultima pubblicazione, ha visto l’autrice utilizzare per la prima volta, oltre al suo nome (o a quello che sente più suo, come. per l’appunto, Mariolina), anche lo pseudonimo di Alma Adoc, ottenuto, per quanto riguarda il cognome, dalle iniziali di nome delle sue figlie: Ambra, Dominga, Cinzia.

Si sono espressi sui suoi lavori scrittori, critici e poeti di rilievo con pareri, articoli e recensioni apparse su importanti riviste, quaderni e antologie del territorio e su stimabili siti letterari.

Essendo di natura schiva e riservata, non ama elencare i diversi premi ricevuti, a parte qualcuno assegnato non a questo o quel testo, ma alla sua opera in generale; come quello ricevuto nell’inverno del 2010 che le è valso il titolo di Accademica Benemerita della Cultura per l’Attività Letteraria da parte dell’Accedemia Siciliana Cultura Umanistica. Mentre nell’autunno del 2016 si è avvalsa del premio Levi per la cultura, conferitole dalla commissione cultura dell’Empire International Club. Inoltre, un ulteriore, gradito riconoscimento titolato “L’Arco della Cultura Lilibetana” le è giunto nel corrente anno, 2018.

Anche se riconosce i suoi limiti computeristici, alla fine del 2016 si è affacciata su face-Book per la prima volta.

Il suo motto facebookiano è:

“Scrivo per dilettare l’anima di bellezza”. Già, di bellezza: la Giunone, la nostra Maria, la madre di tutte le dee che riempie gli occhi e l’anima in modo talmente assoluto da, seppure delusi dai deserti, giungere a pochi passi dall’infinito, placare il fiume!

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Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Maggio 2020 13:48
 

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