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Pietro Caldalano PDF Stampa E-mail
Scritto da Totò Mirabile   
Martedì 07 Agosto 2012 09:33

Lettera inviata dall’amico Caldalano Pietro

residente in Australia che mi scrive in data 12.12.2011

 pietro caldalano.jpg - 73.01 Kb

Il Paese, il Circolo e Marsala sono cose comuni a noi due:

Il paese perché si hanno usi, costumi e linguaggio comune (essendo nati entrambi a Chiusa Sclafani).  

Il Circolo   perché assume anch'esso una tappa significativa  del nostro percorso formativo (Entrambi presidenti dell’Azione Cattolica di Chiusa Sclafani) e si può dire che venne fuori dal nulla.  Francesco Puccio (Cuculidda) vicino di casa e seminarista a Monreale era in paese per fare le prime esperienze per parlare in pubblico durante la messa . All'uscita mi presentò Padre Giaccone che veniva assegnato ad assistere l'Arciprete.  Parlando con lui mi accennò l'idea di formare un'associazione di giovani.  Ne parlai con amici e conoscenti e l'idea entusiasmò quasi tutti.  La zia Pidda Guagliardo ( usava una stanza del locale con classe per cucito e ricami),  così, ci consegnò  una chiave del locale. Il piano terra era stato utilizzato per le galline che  e nello stesso c’erano anche tante ragnatele.  Ma la forza di volontà' giovanile con buona lena  ripulì  tutto lo sporco e le stanze vennero imbiancate e l'illuminazione venne migliorata. Peppino Lombardi si diede da fare per fabbricare il tavolo del ping  pong e la televisione venne comprata con l'aiuto dell'associazione femminile organizzando delle lotterie.  Il gioco del ping pong divenne tanto  popolare che abbiamo dovuto  mettere dei cartelli che regolavano le precedenze.  Un giorno venne anche Nanni il figlio del Dottore e mi disse: "Sei il presidente!!!  E' una posizione importante essere presidente ".  Al momento mi prese alla sprovvista, quasi imbarazzandomi, e  dissi che la posizione era solo simbolica. Il circolo rappresentava tutti allo stesso livello; eravamo uguali e diversi allo stesso tempo. Il terremoto e' stato devastante per tutti e, così, i locali ritornarono  all’Arciprete, dato che fungeva da Parrocchia la chiesa di Santa Maria. 

Marsala  perché fu' la prima mia esperienza di emigrazione (Anche per me) .  Con mio cugino Angelino decidemmo di andarci per la vendemmia e mio padre  mi  disse di  andare.  Prendemmo il treno alla stazione di Bisacquino  e a Contessa un minuscolo autobus ci portò a Salaparuta. L'addetto alla stazione ci disse che la littorina per Marsala partiva l’indomani gentilmente ci fece dormire nella stessa.  Durante il viaggio, calcolando che eravamo vicini a Marsala, chiesi a una persona se eravamo nei presssi . Egli capì che noi andavamo lì  per la vendemmia e ci disse che era meglio fermarci a Petrosino dove l'uva maturava tardiva.  Ci sedemmo sul marciapiede della piazza e,dieci minuti dopo una grossa motocicletta si fermo' ed il conducente ci chiese se volevamo andare con lui per la raccolta. Sarebbe passato dopo col carretto a prenderci. Quando ritornò ci accomodammo sul cassone che all’occasione era una grossa mezzabotte e, così,  andammo al podere. Alla fine della raccolta ci disse che avevamo fatto il lavoro di sei giorni in quattro giorni. Ci porto a casa sua a pranzare e ci pagò' bene.

Grazie all'amico Peter per avermi riportato indietro ai tempi prima del terremoto del 1968!

Castagne e vino.jpg - 273.29 Kb

Al Marconi Club (Australia)
per la festa delle castagne ,
se si compra una bustina di castagne arrostite
si riceve un bicchiere di vino gratuito.
Ogni anno più di cinquemila persone partecipano.
Arrivano autobus pieni di gente da diverse parti dello Stato.
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Ultimo aggiornamento Domenica 26 Agosto 2012 10:05
 

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