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A gna Sisiddra a summaccara PDF Stampa E-mail
Scritto da Totò Mirabile   
Sabato 22 Dicembre 2012 16:35
A ‘gna Sisiddra a summaccara.
A gna Sisiddra a summaccara.jpg - 56.52 Kb
Una produzione delle più interessanti per l’agricoltura siciliana tanti anni addietro fu il sommacco, ossia la polvere della pianta che se ne ricavava. Il sommacco è una pianta di origine antichissima usata nella concia delle pelli e nella preparazione di  medicamenti per la cura di alcune malattie. Introdotto dagli arabi in Sicilia, e favorito da clima e terreno favorevoli, si diffuse dapprima nell' agro palermitano e poi in quasi tutta l’Isola oltre che per la concia delle pelli, veniva utilizzato anche per la tintura delle sete. Nel mese di luglio essendo già la pianta ben rigogliosa se ne faceva il raccolto nel tempo più asciutto e sereno, col reciderne le foglie ancora verdi, che si stendevano per alcuni giorni sul campo stesso per prosciugarsi e seccare. Della foglia già secca se ne facevano dei fasci che si trasportano in un’aia, ove la foglia veniva battuta per separarla dal legno e sminuzzata. Quindi, ridotta i frantumi si sottoponeva alla mola ottenendo una prima macina grossolana e poi con l’uso di crivelli di varia finezza si passava e si ripassava finché veniva ridotta in polvere al maggior grado di finezza possibile e priva da ogni materia estranea si conservava in sacchi di tela ben compatta per essere commercializzata.
La ‘gna Sisiddra era una donna specializzata nella coltivazione del sommacco che, dopo il raccolto, passava alla lavorazione producendo tanti sacchi di sommacco che vendeva a mastru Agustinu, un commerciante che passava per le vie del paese con un carretto trainato da un asino suonando una trombetta di rame proprio per annunziare il suo passaggio.
Mastru Agustinu, dopo alcuni anni di fare il commerciante di sommacco pensò bene di incrementare la sua attività quando gli proposero un mezzo più economico per ridurre in polvere la foglia del sommacco e cioè l’uso d’una macchina di recente invenzione con la quale si macina la foglia, la crivella e la ripone in sacchi per la vendita.
A ‘gna Sisiddra, quindi, si limitava ad insaccare le foglie secche del sommacco ed attendere il passaggio dell’incaricato di mastru Agustinu, perché lui ormai non usciva più con il carretto ma stava a badare alla lavorazione del sommacco sorvegliando quella macchina infernale affinché tutto procedesse bene.
Un giorno mastru Agustinu, svuotando i sacchi della ‘gna Sisiddra, rimase sbalordito dicendo:
Ma chi è sta porcheria?
Così chiamò il garzone e gli chiese:
Ma si sicuru ca chisti su i sacchi da ‘gna Sissiddra?
Il garzone che li conosceva bene quei sacchi, per il semplice fatto del ricamo delle iniziali della gna Sisiddra su di essi,  rispose:
Mastru Agustinu…certu ca sti sacchi sunnu da ‘gna Sisiddra!
Ma picchì chi successi?
Il padrone rispose:
Nenti! ‘un successi nenti!
Dopo un po’ mastru Agustinu si mise in groppa all’asino e si avviò verso la casa della ‘gna Sisiddra.
Arrivato alla vecchia casa della ‘gna Sisiddra, smontò dall’asino e dopo aver legato l’animale o cavigghiuni, bussò alla porta.
Cu è? Chi vuliti?
Gridò a ‘gna Sisiddra dall’interno della casa.
Iu sugnu… mastru Agustinu!
Rispose l’uomo.
La ‘gna Sisiddra aprì la porta si affacciò e vide quell’omone grande e grosso arrabbiato come una iena.
Hi! E chi è?! C’aviti?
Gna Sisiddra riturnatimi i picciuli di lu summaccu!
Picchì? Pi quali motivu?
Chi ci miscastivu ‘nto summaccu?
Iu? Nenti ci miscavu!
Nenti ci miscastivu?! Ci miscastivu fogli sicchi di avutri pianti! Avete frodato la Patria picchì stu modu di fari prima o poi ricade in vostru dannu e jetta discreditu a la me fornitura!
Ma chi ghiti dicennu?
Rispose la gna Sisiddra tutta indignata ed offesa per essere stata accusata di una cosa che non aveva commesso.
Mastru Agustinu rispose:
Pi sta vota comu finiu finiu, ma si s’avissi a ripetiri iu summaccu vostru nun mi nn’accattu cchiù!
Così dicendo, si allontanò con il suo vecchio asino fiero di avere svolto gli interessi della Patria perché la frode avrebbe danneggiato la commercializzazione del sommacco e gli acquirenti stranieri si sarebbero rivolti ad altri paesi esportatori nel caso l’Italia avesse fornito loro un prodotto scadente.
Totò Mirabile
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Ultimo aggiornamento Sabato 29 Dicembre 2012 10:19
 

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