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Il cinema teatro a Chiusa Sclafani PDF Stampa E-mail
Scritto da Totò Mirabile   
Sabato 22 Dicembre 2012 16:47
Il cinema teatro a Chiusa Sclafani
Parlare di cinema a Chiusa Sclafani significa andare a ritroso, partendo dal 1967, perché nel Gennaio del 1968, a causa del violento terremoto che attraversò tutta la fascia territoriale della Valle del Belice, il locale adibito a cinema teatro comunale venne chiuso per aver riportato alcune lesioni.
Occorre precisare che il cinema venne realizzato dopo la trasformazione nel suo interno dell’antica chiesa di San Domenico.
Era composto da due ambienti uno a primo piano (Palco unico), dove il biglietto costava di più rispetto all’ambiente del pianterreno (Platea).
Sopra naturalmente era frequentato dalle persone più facoltose, oltre che dalle autorità civili, religiose e militari. La platea, invece, era frequentata dalla classe meno facoltosa e cioè operai, artigiani e contadini.
Naturalmente il cinema fungeva anche da teatro e da sala per ricevimenti e matrimoni.
Non so quando venne realizzato con precisione, anche se i miei ricordi si aggirano intorno all’anno 1955, cioè ai tempi di quando andavo all’asilo (Scuola materna) che era ubicata proprio nelle vicinanze del cinema (ex caserma milizia)  la cui mia insegnante fu la maestra Napoli.
Ritornando al cinema, occorre dire che in quel locale, adibito anche a teatro, tante furono le compagnie teatrali che vi recitarono e tanti i cantanti che vi cantarono, come altrettante feste vi si organizzarono, dalle feste matrimoniali alle feste da ballo durante il periodo del carnevale.
Ma la cosa principale, che ricordo perfettamente, sono stati i numerosi film proiettati ( film di guerra, sceriffi e indiani,  d’amore, ecc.).
Un particolare che desidero riportare è quello che io ero un assiduo frequentatore del cinema e forse non mi sono mai perso nessun film interessante, che il giorno successivo, giocando con gli amici, recitavamo con passione dietro le mie indicazioni, perché forse solo io avevo visto il film la sera prima e, dunque, conoscevo la trama.
Il nostro set era accanto la chiesa della Madunnuzza, dove spesso gli abitanti del luogo ci “assicutavano” a colpi di scopa. Il cinema a Chiusa Sclafani fù un’istituzione, perché attraverso la proiezione dei film e, nell’intervallo tra il primo e secondo tempo, la visione dei filmati di attualità prodotti dall'Istituto Luce ( L' Unione Cinematografica Educativa ) che fu la più antica istituzione pubblica destinata alla diffusione cinematografica a scopo didattico e informativo del mondo che divenne ben presto un potente strumento di propaganda prima del regime fascista e, successivamente, mezzo per la produzione e diffusione di film e documentari destinati alle sale cinematografiche, si cominciò ad uscire da un certo isolamento, caratteristica dell’epoca di quasi tutti i paesi dell’entroterra siciliano.
Ma il “mago” del cinema era “mastru” Pino Cortese, colui che avviava la macchina di proiezione da dentro una cabina al secondo piano da cui, come per incanto, da una finestrella uscivano i fumi che arrivando allo schermo bianco si trasformavano in immagini sonore ed in movimento.
Un mistero per me, tanto che a quell’età, pensavo davvero che mastro Pino Cortese fosse un mago.
Alla biglietteria c’era  Pasqualino Cottone e pizzica biglietti mastru Ninu Cavaleri.
Molti ragazzini si alternavano a vendere con dei grossi panieri gazzose e caramelle girando per la sala durante gli intervalli.
Durante l’inverno, spesso si levava la luce interrompendo, così, la proiezione ed erano urli a mai finire.
Lo stesso dicasi quando si rompeva la pellicola, magari sul più bello, ed i fischi e le parolacce erano a più non posso, fino a quando la pellicola non ripartiva.
Ma la cosa caratteristica era, che durante la proiezione, qualcuno che già aveva visto il film, lo commentava ad alta voce e, così, si innalzavano le grida da parte degli altri che non volevano anticipate le scene.
Devo ricordare che ogni tanto da sopra arrivava sotto qualche cicca di sigaretta accesa, che finiva a volte sulle persone ed erano parolacce ed insulti talvolta anche pesanti contro i frequentatori della sala.
Questi ricordi si interrompono a causa della chiusura del Cinema per alcune lesioni riportate, come detto prima, però sono rimasti fermi nella mia mente e l’unico rammarico che ho è che di quel cinema non è rimasto niente, perché lo demolirono, creando accanto alla bellissima chiesa di Santa Maria un locale che ne deturpa l’ambiente circostante.
Ecco perché conservo una cartolina di quel vecchio cinema, perché lì dentro ci sono i miei ricordi e quelli di tanti chiusesi.
Totò Mirabile.
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Ultimo aggiornamento Sabato 22 Dicembre 2012 16:50
 

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