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L'aratura PDF Stampa E-mail
Scritto da Totò Mirabile   
Lunedì 29 Novembre 2010 18:09

aratura.bmp - 686.55 Kb

L'aratro

L’origine dell’aratro è legata al sorgere delle prime forme di agricoltura organizzata. Intorno all’epoca della VII dinastia dei Faraoni, il bue sostituì l’uomo nel traino dell’aratro.
L’invasione ittica dell’Egitto ( 2500 a C.) cambiò ulteriormente il modo di arare, sostituendo al bue il cavallo.
Nel 1500 a C. circa, si può datare la scomparsa dell’aratro con una o due ruote, che ottenne nel contempo un miglioramento del rendimento della produzione agricola.
I primi disegni di aratri in legno con punta in ferro li ritroviamo nelle tombe degli antichi faraoni.
La massima diffusione dell’aratro tutto in ferro si ebbe in Europa agli inizi del 1800.
Strumento usato in agricoltura per smuovere e frantumare il terreno, rendendolo atto alla semina e sottoponendolo all’azione diretta degli agenti atmosferici.
Esso deve tagliare la terra verticalmente, trasversalmente e rovesciare la fetta staccata.
Le tre operazioni sono rispettivamente compiute da tre organi fondamentali dell’aratro:
•Il coltro, che è un coltello molto tagliente;
•il vomere, che è una lama trapezoidale o triangolare ed è l'organo che incontra la maggior resistenza all'avanzamento, dovendo tagliare la terra in senso orizzontale;
•il versoio, detto anche orecchione o ala, che è una lastra speciale, di forma elicoidale, cilindrica o iperboloidica a seconda della consistenza del terreno da rovesciare.
Organi secondari dell’aratro sono:
•il timone o bure, robusta asta che da un lato porta le parti lavoranti e all’altra estremità è collegata a l’organo di trazione;
•i regolatori, che regolano lo spessore del solco tracciato;
•le stegole, stanghe di guida, ecc.
Gli aratri possono essere:
•monovomere, se hanno un solo corpo;
•polivomere se ha più corpi;
•ordinari, se rivoltano la fetta di un solo verso;
•doppi o voltaorecchi, se la rivoltanto in entrambi i sensi. 
L’attrezzo si compone di vari elementi:
•il vomere, la parte più importante, taglia la terra e la rovescia;
•il ceppo o dentale è la base dell’aratro e regge il vomere;
•il versoio o ala, rovescia la zolla di terra tagliata;
•la stiva, asta applicata alla parte posteriore della bure, serve per la guida dell’aratro;
•la bure o stanga collega l’aratro alla forza motrice;
•il profime regola la profondità dell’aratura;
• il coltro o coltello, inclinato in avanti, anteriormente al vomere, divide la terra e soprattutto taglia lo strato erboso.
Le bestie, direttamente attaccate all’aratro, venivano accompagnate da due persone, l’una spingeva, l’altra reggeva l’aratro.
Si trattava in genere di bestie pesanti, capi da tiro, detti buoi da timone accompagnate dalle bestie da  punta, dalle forme più sgradevoli.
Nelle montagne invece, prima dell’avvento delle macchine a motore, sono sempre stati il mulo od il cavallo ad aiutare l’uomo nel dissodare i campi.
Oggi, nelle nostre realtà rurali, la meccanizzazione agricola ha eliminato l’utilizzazione di ogni forma di energia animale, e forse ha perso un’ulteriore occasione di contatto e di dialogo con la natura.

Oggetti esposti
Aratro ligneo inizio 800, aratro ligneo inizio 900, aratri in ferro, appaiatori per aratri,  raschetti, ecc.

Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Ottobre 2010 19:42

 

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Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Novembre 2010 18:16
 

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