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Marsala Porto di Dio PDF Stampa E-mail
Scritto da Totò Mirabile   
Lunedì 14 Novembre 2011 08:42

Marsala Porto di Dio

marsala porto di dio.bmp - 850.24 Kb

La città di Marsala

 sorge su un promontorio a ridosso del mare e si può definire “Città territorio” perché la sua popolazione di circa 80.000 abitanti è dislocata in quasi tutto il suo territorio di circa 25.ooo ettari. Il centro storico era anticamente racchiuso entro una cinta muraria di forma pressoché quadrata e l'ingresso alla città era possibile attraverso le imponenti porte che si aprivano sui quattro lati. Riguardo alla storia di Marsala, risulta impossibile affermare con esattezza il momento in cui i primi abitanti si stabilirono nel territorio di Marsala. Le tracce più antiche risalgono al Paleolitico Inferiore ma resti di antichi insediamenti vengono continuamente portati alla luce ancora oggi. Durante le guerre puniche , che Romani e Cartaginesi combatterono in queste acque, Lilybeo mantenne un ruolo di primo piano: la sua posizione strategica sul mare e la difficoltà dei suoi fondali rendevano la città inespugnabile per chi non ne avesse una conoscenza approfondita. Era il quattordicesimo anno della 1° guerra punica ( 250 a .C. ) quando l'esercito romano giunse a Lilybeo con 200 navi per porvi l'assedio e ne passarono altri 10 prima che riuscisse ad averla vinta. Sulla scia dei Cartaginesi, i Romani continuarono a sfruttare la città come base navale.
Durante questo periodo, venne inviato come questore a Lilibeo Marco Tullio Cicerone che la definì “ splendidissima civitas”. Ricoperta di onori ma sempre al centro delle guerre espansionistiche di Roma, decadde insieme all'impero, fu devastata dai vandali ( sec. VI ) e rifiorì a nuovo splendore sotto la dominazione degli Arabi che ne cambiarono il nome in Marsa Ali ( porto di Ali ). La città si arricchì allora di raffinati palazzi e moschee, purtroppo andati completamente distrutti. La grandezza storico-artistica di Marsala risiede proprio nel fatto che le sue terre furono attraversate da diverse popolazioni e culture, ognuna delle quali ha lasciato i suoi segni nell'arte e nelle tradizioni locali. Se niente è rimasto dell'architettura di quel periodo, è anche vero che le tracce della dominazione araba si ritrovano in alcuni piatti tipici, come il cous cous, la cubbaita e gli sfinci, nella toponomastica e in numerose parole dialettali. Fu poi la volta di Normanni, Svevi, Angioini. Nel 1282, anno dei Vespri Siciliani, la popolazione si ribellò al duro governo dei francesi e passò sotto le mani degli Aragonesi. La dominazione spagnola rappresenta il periodo più difficile della storia della città, lasciata ad una lenta decadenza, dilaniata dai banditi e dalle incursioni dei pirati. Alla seconda metà del '500 risale la costruzione del quartiere militare, in Via Garibaldi, oggi sede di alcuni uffici comunali.E' anche vero però che, nel 1500, Marsala appariva come un centro dotato di una fiorente attività economica fondata sulla cerealicoltura, l'allevamento e la produzione del sale per il quale furono costruiti gli impianti tutt'ora funzionanti nella zona dello Stagnone. Il vino rimase invece un'attività riservata al fabbisogno locale fino al 1700, quando i mercanti inglesi lo resero famoso in tutto il mondo. L'11 maggio 1860 Marsala entra ufficialmente nella storia dell'unificazione d'Italia. Garibaldi sbarca nel porto di Marsala con i suoi Mille e, insieme ai “picciotti” siciliani che si uniscono alla spedizione, libera l'Italia meridionale dall'opprimente regno borbonico per consegnarla poi a Vittorio Emanuele. Ogni anno a Marsala, l'11 maggio, le manifestazioni cittadine ricordano quest'importante pagina di storia.
Molto tempo dopo, nel 1943, sempre l'11 maggio, Marsala subì le conseguenze della seconda guerra mondiale: gli alleati bombardarono la città, con gravissimi danni e centinaia di morti che gli valsero la Medaglia d'Oro al Valor Civile.


(Ricerche)

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Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Novembre 2011 09:59
 

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