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Secondo Quarto PDF Stampa E-mail
Scritto da Totò Mirabile   
Sabato 15 Gennaio 2011 08:35

Alcune poesie

ALLA FINE DI MAGGIO

Guardare attraverso i vetri il sole tramontare
malinconico sull'orizzonte che arde di fuoco!
Era la fine di maggio
 e la magnolia era fiorita
e profumava tanto da stordire.
Il ramo di un nocciolo si muoveva appena
spinto da un vento impercettibile e lieve.
Il cielo era una fascia di velluto inargentato
dagli innumerevoli punti tremuli delle stelle.
E pensai di non avere
più niente né davanti né dietro
senza più un passato né un futuro.
Il vecchio mulino comparve diroccato
perchè la luna aveva percorso tutto il cielo
e le stelle stavano ormai impallidendo.
E fu un attraversare di vie sotto il cielo vuoto
in un silenzio irreale rotto d'improvviso
dal canto di un gallo chissà dove.
Proseguir per un viale bordato d'aiuole
per sentirsi fuori dalla realtà
fuori dal mondo ostile
ed acquistare la propria identità.
Ma la campanella che annunciava la fine
delle lezioni irruppe nell'aria silenziosa
e una nuvola fresca gioiosa di scolaretti
invase in un baleno tutto il grande spiazzale.
E di colpo mi rividi bambino come in quella
vecchia foto di famiglia un po’ mossa
scattata in quel piccolo paese abbarbicato su un colle
uno di quei paesi di pietra grigia
che visti da lontano sembrano gruppi di pecore
sullo sfondo interminabile del cielo sereno.
Ed ecco all'orizzonte spuntare il figlio
proprio il padre quand'era anch'egli bambino.
Non è carne della sua carne! Dicevano alcuni.
La mia coscienza sussurrava alla ragione
che non basta soltanto il legame di sangue
per unire due creature
come se non fosse importante colui che dà la nascita
quanto colui che dà la vita
chi ci ha accolto con gioia quando si è nati
quanto chi ci ha nutrito e allevato
chi ci ha amato dalla nascita
quanto chi ci ama ora.
E mentre la ragione si faceva più forte
la bellezza di ciò che mi circonda
mi dice e mi conferma che è tutto vero.
Totò Mirabile

COM'ERA VERDE LA MIA VALLATA

L'insoddisfazione mi nasceva dentro
quando al mattino spalancando le finestre
vedevo gli uomini al lavoro nei campi
con le scarpe infangate e la zappa in mano.
Mi avvicinavo volentieri alla finestra
e guardando fin dove  l'occhio arriva.
Le ombre della morte circolavano
occulte tra gli alberi e tra le zolle
e i primi fili d'erba spuntavano qua e là.
Gli alberi sfrontati dal freddo inverno
i prati ancora brulli e i fossi straripanti
con il cielo sempre sfumato di rosa pallido
erano magici nell'alba ormai passata.
Un colpo di vento scosse le imposte
sapevo che cosa fosse l'odore del vento
e della pioggia nel sole del mattino.
Scrutando il cielo attraverso i vetri
vidi l'orizzonte  denso di nubi scure.
Sentì in lontananza il fiume brontolare
e quel vento ora impetuoso avrebbe
curvato le cime verdi del granoturco.
Il vento era forte e freddo ora
altero nei suoi capricciosi mutamenti.
Il cielo rotto dai lampi accecanti
cominciò a diluviare sulla campagna.
Il vento, che strana cosa è il vento?
Si chiese la fanciulla incuriosita.
Il vento è una strana forza misteriosa.
Accarezza la campagna e il bosco
i prati e la leggera brina notturna
e sentì un verde odoroso tutt'intorno.
Com'era verde la tua vallata!
Sembra una favola d'altri tempi!
Esclamò la fanciulla stupita.
Tutti abbiamo una favola antica
e resterà sempre verde la nostra vallata.
           
Totò Mirabile

CONSTATAZIONI

Hanno sottratto l'odore tanto familiare
delle case umide a ridosso della montagna.
Non c'è più il colore della mia infanzia
e la strada ha perso il suo aspetto umano.
Mi trovavo in un altro mondo sconosciuto
e avvertivo che la fantasia prendeva corso.
Davanti a me si stendeva un mare di tetti
con fantasmi di case e palazzi in grigio.
Qualcosa mi stringeva ormai alla gola
Dov’è l'orto cullato dal sole splendente
con le insalate, i porri, i capperi verdi?
Dov'è quel muretto scrostato dal tempo
su cui balenavano le lucertole più belle?
Quell'orto si proprio quell'orto strano
annullava il tempo e tutto stava lontano.
Un po’ di sole, un po’ di nebbia, i giorni,
i fiori, i sentimenti, le persone.
Le cose non sono mai uguali
come l'infanzia mia
tante cose sono scomparse
e tante altre sono state gettate via.

Totò Mirabile

CRONACA

Ore undici, assalto in banca:
rapinati anche i clienti
trenta milioni il bottino.
Un bambino abbandonato dai genitori
ha tentato più volte di uccidersi.
I banditi sparano con i mitra
e assaltano un furgone portavalori.
Richiesta la liberazione
di trenta prigionieri politici.
Aeroplano dirottato da appartenenti
a gruppi di lotta solidale.
Attentato al presidente
i servizi segreti non funzionano più.
Inchiesta della procura
sul traffico delle armi.
Sventato il tentativo di sbarco
arrestati i trafficanti di droga.
Sequestrato un noto giornalista
di un importante quotidiano politico.
Ragazza minorenne scappa via
in compagnia di un hippy.
Non c'e' nulla da fare!
Alcuni sono nati stolti:
o sopportarli o sopraffarli

Totò Mirabile
                            
E IMMAGINAI

E guardavo la terra!
Desolata terra e me desolato.
...Con tutta la solitudine di un mondo
precocemente invernale
su quella terra e nel cuore.
...E immaginai un tempo
un futuro  impossibile
in cui i bambini avrebbero giocato
nelle belle terre attorno.
...E immaginai molte primavere
molte estati calde e alle vendemmie
abbondanti di grappoli d'uva
e deserte di ogni gioia e falsità.
....E guardavo la terra!
Desolata terra e me desolato.
Con tutti i terrori addosso
di un temporale grosso
preannunziato da un ruggito
di tuoni sempre più vicini.
...E immaginai una pioggia fitta
e torrenziale in cui correvo inzuppato
a balzi tra gli alberi
piegati dalla tempesta.
...E immaginai laggiù
nel buio profondo rotto a tratti
dai lampi una tetra fantasia
più grande della realtà.
....E guardavo la terra!
Desolata terra e me desolato.
...E immaginai un fuoco
immenso sulla terra
e tra le fiamme sparse
volti contratti vagare silenziosi.
...E immaginai carrozze bianche
tirate da puledri bianchi
dispersi su nel cielo
con squilli di tromba
e canti gregoriani.

Totò Mirabile

EGLI GESU'

Definirono Egli un dissennato:
chi vuole essere il primo sia l'ultimo
chi vuole trovare la sua vita deve perderla.
Definirono Egli un rivoluzionario:
sono venuto a portare non la pace ma la guerra
amate i vostri nemici e beati siino i poveri.
Definirono Egli un illuso:
sono il figlio di Dio e qualunque cosa
chiederete nel nome mio l'otterrete.
Definirono Egli sconcertante:
gridò in faccia a tutti i suoi pensieri
e si schierò dalla parte dei deboli.
E morì come tutti si muore
come tutti sbiancò
ed Egli ebbe dolore.
                   
Totò Mirabile
                                
IL RITORNO

   Un'alba grigia e senza sole
sfumava i contorni delle cose
i lampioni ancora accesi
e le vetrine di periferia
che erano miserie rivestite
tra vecchie case cadenti.
    E mi ritrovavo ormai un uomo
con baffi e capelli castani
il viso e le mani abbronzate
e gli occhi scuri
con la stessa lucentezza
di un pezzo di carbone levigato.
   Guardarsi intorno spaesato
in quella strada ciottolata
tra case ormai trasformate
e con lo sguardo verso
l'unica casa che gli occhi
e la mente riconoscevano.
    Fermarsi a guardarla
sotto il cielo grigio
un cielo che non prometteva
niente di rassicurante                    
con un vento gelido che sferzava
le strade e la gente.
   La gente che guardava
le nuvole grigie rincorrersi
si chiedeva quando sarebbe
venuta la calda estate
rabbrividì e mi strinsi
in quel maglione invernale.
   Nessuno conosceva le mute
battaglie che avevo combattuto
solo con me stesso
soltanto la vecchia casa sapeva
e mi aspettava da tanto tempo
tenendo sempre aperta la porta.

Totò Mirabile
                             
IL GRIDO IMPREVISTO

Camminavamo nel bosco con un vento impertinente
gironzolando contenti per le stradine di campagna
e risalivamo le colline o correvamo lungo la pianura
lungo  ruscelli tortuosi o su piste in terra battuta.

Quando il cielo s'oscurava e il venticello raffreddava 
e nella campagna iniziava a salire la frizzante nebbiolina
e sopra i tetti incominciavano a fumare i camini
era l’ora di rincasare alla grande casa familiare.

Un grido imprevisto mi mise addosso tanta paura
correvano le nostre bici come pure la nostra fantasia
non mi era rimasto che sedermi su di una panchina
e aspettare fuori la stazione con l'angoscia nel cuore.

Faceva  freddo e per i viali non c'era più nessuno
non c'era nulla da fare ed ancora  aspettai invano
non mi rimaneva che chiudere ed andarmene via
non c'era più ragione di continuare a sperare.

E così che quel grido imprevisto mi fece capire
che ormai era giunta proprio l’ora di ritornare
quel grido imprevisto mi ridiede la ragione
e tra lo sbuffare delle rotaie mi portò lontano.

Totò Mirabile
                                           
IL LUNGO VIAGGIO

Era quasi la fine di settembre
e faceva ancora tanto freddo
le foglie sparse per terra
e il sole al tramonto
che anticipava la sera
erano le sole uniche avvisaglie
dell'autunno ormai imminente.
Volevo cancellare il passato
ma era impossibile perchè
il passato me lo portavo dentro
tra le pieghe della mia mente
e sarebbe bastato solo un gesto
una parola per ricordarmelo.
Fuori si era levato il vento
e strappava le foglie morte
che volteggiando un po’ nell'aria
poi cadevano sul nero asfalto
come grandi farfalle senza vita.
Sul comodino c'erano una candela
un libro e un organetto a bocca.
Guardavo il pezzo di cielo blu tra i tetti
impotente di fronte al senso di libertà
e volavo ormai con la mia mente
dove inerte va il lungo viaggio
che avrei voluto senza più ritorno.
            
Totò Mirabile
                                
IL MONDO ANIMALE

Nel paese delle formiche si ammucchia
nel paese dei pesci si abbocca
nel paese delle anguille si afferra
nel paese dei leoni si è padroni
nel paese delle marmotte si dorme
nel paese delle volpi si mette nel sacco
nel paese delle cicale si canta
Però a qualcuno non toccarono
questi meravigliosi luoghi e.....

Nel paese dei serpenti toccò strisciare
nel paese delle pecore ci si dovette accodare
nel paese dei cavalli toccò tirare la carretta
nel paese dei buoi si dovette arare la terra
al paese delle oche furono assegnati gli scemi
al paese delle galline chi ha poco cervello
nel paese delle api si andò a faticare.
Però a qualcuno non piacquero simil cose
e con un colpo di bacchetta alzò un polverone.

Il paese dei serpenti divenne quello delle formiche
il paese dei pesci barattò con quello delle oche
il paese delle aquile si alleò con le galline
il paese dei leoni si espanse con quello dei cavalli
il paese delle marmotte si unì con le pecore
il paese delle volpi concluse un contratto con i buoi
e il paese delle cicale formò un'orchestra con le api.
Cosicché divennero d’un colpo tutti felici e contenti
ma presto invertirono ancora l’ordine degli addenti.

Totò Mirabile
                                              
IO SONO TE  TU SEI ME

A poco a poco diventi grande!
I miei occhi sono i tuoi occhi
il tuo viso è il mio viso.

A poco a poco il corpo s'irrobustisce!
Il mio naso è il tuo naso
la tua bocca è la mia bocca.

A poco a poco il tuo volto diventa bello!
I miei capelli sono i tuoi capelli
il tuo sorriso è il mio sorriso.

A poco a poco tu diventi donna!
Il mio corpo non è il tuo corpo
le tue mani non sono le mie mani.

A poco a poco stai cambiando!
Il mio aiuto sarà il tuo aiuto
la tua robustezza sarà la mia robustezza.

A poco a poco vorresti andar via!
Il mio desiderio sarà il tuo desiderio
il tuo sogno sarà il mio sogno.

A poco a poco sarai orgogliosa di me!
Perchè col mio aiuto potrai farti riconoscere
perchè col tuo aiuto potrai riconoscermi.

A poco a poco sceglierai il tuo lui!
Ed ecco che sentirò completarmi
ed ecco che sentirai completarti.

A poco a poco la vita trionfa sulla morte!
ed ecco che il disegno diventa completo
ed ecco che il progetto viene archiviato.

 Totò Mirabile
                                         
LA COLLINA DEI CILIEGI

Dall'alto delle fronde fresche e lucenti
fra i grappoli roridi delle ciliegie
piovve su di me lo sguardo blu di lei.
I ciliegi abbondanti di frutti bellissimi
profumati rubini di infinite sfumature
di rosso lucente contro il cielo chiaro.
I raccoglitori attenti venuti da lontano
staccavano sulle scale con cura i frutti
e li mettevano nei panieri e nelle ceste.
Mi tese le mani invitandomi a sentire
i piccoli frutti con i gambi e le foglie vive
con la pelle nuda delle tenere mani.
Contro lo sfondo verde e rosso dei ciliegi
smagrita ridente con gli occhi di pioggia
quella stupenda indimenticabile prima volta.
Fu una straordinaria bellissima domenica
stillante improvvisa acqua chiara e sole
da un cielo stracolmo di nuvole tutte rosa.
La collina dei ciliegi non fece più frutti
profumati e lucenti come quella domenica
sono finite le ciliege rosse come pure lei.
In quella solitudine morta dove i ciliegi
erano scheletri che imploravano misericordia
lo stridere triste di neri uccelli da passo.
Nessuno riderà più fra le mille sfumature
dei ciliegi come quella raccoglitrice
son finite le ciliegie rosse.
                      
Totò Mirabile

LA CROCE DI FERRO
( Il diavolo e la morte )

Seduti intorno ad un tavolo
gustando un whisky americano
decidevano di come far parlare
della croce di ferro.
Un cavaliere antico con baffi
neri e smorzati sorrideva
tragico mostrando denti bianchi
avvelenati di sete di potere.
La dama invece era ora triste
aveva una treccia lunga e nera
e stringeva una croce di ferro.
In quella stanza del passato
decisero che fosse scoccata
l'ora per la croce di ferro.
Il ferro allora fece scintille
e la strana croce uccise ancora
e fu uccisa con il suo ferro.
Il cavaliere antico non c’è più
come allora  la dama scura
abbandonata quella croce tetra
ha sciolto la lunga treccia nera
e pettina al vento
la sua anima dannata
e dal retro di quella grata
attende l'ultimo giorno della sua vita.
               
Totò Mirabile
                                
LA RONDINELLA

Son tornate a fiorire le margherite
ho guardato lassù nel cielo infinito
con la speranza di vederla ritornare.

Erano  tante  ma lei  non  c'era  più
nessuna si distaccava volteggiando
e la mia rondinella non è più tornata.

Sarà morta durante il lungo viaggio
tra  paesi  lontani e  non  conosciuti
con in bocca il solito fiore tropicale.

Nelle calde mattinate d'estate
la ricordo fra le nuvole spensierata
discendere con voli acrobatici.

Sembrava una farfalla ballerina
con un volo che era una danza orientale
a volte rischiosa da farmi star male.

L'inverno passò con tanta nostalgia
altre rondini son tornate festose
ma della mia rondinella che sarà?

Aspetterò ancora un'altra primavera
ma ormai sento che la mia rondinella
non potrà mai più ritornare.
                      
Totò Mirabile

L'AMICO

Incontrai sul mio cammino un amico
salutai l'amico con una stretta di mano
e improvvisamente di fronte a quel viso
triste e stanco rimasi sbalordito.
Rimasi impacciato come di fronte
ad una persona estranea.
La sua mano nella mia era solo carne su carne!
Un freddo addio e lo vidi svanire nella nebbia.
E dire che mi trovavo bene con lui
perchè era sincero con me.
Io con lui ero felice
perchè amava la vita come me.
Come querce piantate sulla solida montagna
aspettavamo la nostra primavera.
Io con lui mi sentivo forte
perchè odiava la violenza come me.
Ero pronto a dare la vita per lui
ed ero un fratello per lui
e lui un fratello per me.
Spartivamo persino il boccone di pane
ed egli volentieri spartiva
la cicca di sigaretta con me.
In quella nebbia mattutina
la mano mia asciugava il mio volto.
Mi sentì battere alla spalla!
Giratomi venni stretto in una morsa
e strinsi anch'io ancor più forte.
L'amico che credevo aver perduto
era lì proprio a me di fronte
e la sua mano asciugava il suo volto.
             
Totò Mirabile

LA LEGGE DELLA VITA

In una mattina di gennaio
tra bende di nebbia leggere
che fasciavano gli alberi nudi
avevo l'impressione di essere
in una nuova dimensione.
Che gente cara, meravigliosa!
Mormorò il vecchio dall'angolo.
Però io mi sentivo decrepito
e squallido come il giardino
tra le bende di quella
nebbia mattutina.
E' certamente legge della vita
ogni medaglia ha il suo rovescio.
L'umanità si rinnova e si trasforma
rimodella le razze e i destini.
Che gente cara, meravigliosa!
Mormorò il vecchio dall'angolo.
E se le verità dei padri
non vanno bene per i figli
come si può fare a meno del passato?
Di quel trenino di legno
tutto sgangherato
ditemi, che ne è stato?
E' la legge della vita!
Esclamò il vecchio dall'angolo.
Però, che gente cara, meravigliosa!
Seguitava a dire il vecchio
andando via.

Totò Mirabile
               
L'ELEMOSINA

Versai l'elemosina la sera di natale
appena fuori sentì un gran vociare
vidi a stento un uomo senza gambe
versai l'elemosina e me ne andai.

Bussarono alla porta una mattina
e la mano tesa di una vecchia signora
chiedeva tremante qualunque cosa
versai l'elemosina e rientrai.

Raccontandomi della propria disgrazia
una persona ben distinta chiedeva soldi
per l'interveto chirurgico al suo bambino
versai l'elemosina facendo gli auguri.

Venne il terremoto e poi l'alluvione
e per quelle zone gravemente disastrate
occorrevano aiuti senza perdere tempo
versai l'elemosina sottoscrivendo.

Al concorso pubblico per sette posti
poverina quella ragazza non le riusciva
di svolgere il proprio componimento
le diedi il mio aiuto e fu una dei sette.

Non siamo venuti qui sulla terra
per essere serviti ma per servire
lo slogan di alcuni manifestanti
sottoscrissi versando l'adesione.
 
Ricevetti anch'io un giorno l'elemosina
quando caddi inciampando nel telone
alcuni mi aiutarono a rialzarmi in piedi
mentre altri risero e sghignazzarono.

Totò Mirabile

L'INCOSTANZA

Alcune  volte piacerebbe essere veramente soli
e pensare a fatti propri caratteristici e  singolari
a volte si vorrebbe compagnia per comunicare.

Occhi che guardassero le nostre creazioni
orecchie che ascoltassero le nostre opinioni
mani che aiutassero le nostre composizioni.

I  conti  li  fa  l'oste  eppure  devo  farli  io.

Limiti stabiliti ovunque nel tempo nel verde
programmazione  dappertutto  nel  vestito
nel giornale nel cinema e nella televisione.

Contratti,  regole,  leggi,  veti  e  disposizioni
trovati per l’occasione, imposti, offerti e posti
religioni, dogmi, anni bisestili e cure temporali.
 
I  conti  li  fa  l'oste  eppure  devo  farli  io.

E se lo spirito ha bisogno di tanta pulizia
il corpo può avvoltolarsi nel più nero pattume
Che strano individuo imprevedibile è l'uomo!
                                 
 Totò Mirabile
                                 
L'ULTIMO SEME DI GIRASOLE

Assurdità e strane combinazioni
confondono la mente e ci torturano
quando la vita impone prove agli uomini.
Proprio in una bella notte di natale
una notte con della la neve silenziosa
lui con un cenno mi invitò al suo tavolo
e sedutomi ci confidammo a vicenda.
Mangiammo minestrone e manso lesso
scherzando sulla miseria di quel pranzo
e stava a terra un ultimo seme di girasole.
Ci confidammo a vicenda timidi
con un po’ di nostalgia il pensiero andò
verso il nostro paese verso la nostra terra
per i nostri cari e per la nostra casa lontana.
Fuori c'era silenzio e cadevano i rami
e si vedeva la neve cadere  in quella notte
come pure le gocce dai lampioni.
Cadde anche l'ultimo seme di girasole
e istintivamente ci alzammo di scatto
per cercarlo e riporlo nel piatto.
Ci intendevamo al solo guardarci
io sapevo  quello che avrebbe fatto lui
e lui quello che avrei fatto io.
Per non parlare dei guanti ceduti
dell'ultima sigaretta spezzata in due
e del sorso d'acqua bevuto a turno
dalla stessa borraccia d’alluminio.
Ma se la gente che incontro la sera
è indifferente, dura e assente
nonostante la faccia scura che ha
mi piace immaginarla felicemente
come quel caro amico di natale
per raccogliere ancora insieme
quell'ultimo seme di girasole.

Totò Mirabile

MANO NELLA MANO

E' sera, forse notte e nel profondo silenzio
i ricordi vengono a me come galleggiando
con piccole luci vaganti al di sopra di quel buio.
Le parole che vorrei dire mi sfuggono
come una pennellata dai mille  colori
che si diluisce nell'acqua e vi si disperde
fino a diventare qualcosa di vago
inconsistente, ombra nebbia variopinta.
Il primo ricordo vagante, incerto ed angosciante
che mi assale nella mente è una bella domenica
tiepida e assolata, dai riflessi verde rosa.
I boschi sono di mille colori adorni
l'odore dei funghi è odore di terra molle
di pioggia fresca e di stagionati legnami .
Il tempo è una cosa molto strana qui
in queste splendide giornate assolazzate
mano nella mano andiamo per i boschi
Andiamo a cercare funghi e ciclamini
oppure a guardare i vigneti stracarichi
ove è cominciata la vendemmia.
Anche se le rondini sono già partite
è una stupenda tiepida domenica
il cielo gonfio di una umidità dorata.
Il cielo esalta i colori e scolpisce i contorni
camminando piano sotto il cielo lacerato
dalle formazioni nere e stridule degli uccelli.
All'improvviso però la mia mente s'offusca
e non voglio più pensare a   questo ricordo
che mi tortura e strappa il cuore dentro di me.
Ma si sa come sono i ricordi che vengono
da soli come i pensieri e non si può annegarli
gettandoli dentro ad una vasca da bagno.
                       
Totò Mirabile

MILLE COSE

Posso parlare fino all’infinito
ma a che serve se la gente è sorda?
Serve solo a farmi stare bene
a sentirmi vivo sopra questa terra.

E quando avrò la sensazione
di essere ascoltato o di essere capito
spero solo che non sia troppo tardi
e non essere giunto alla fine.

Una fine che spero non arrivi mai
perchè ho mille cose ancora da dire
e mille cose ancora d’ascoltare
perchè quelle cose sono l’anima mia.

E se le mille cose sono poche o assai
non importa purché abbia detto e sentito
ma che fare se la durata della nostra vita
è così breve da non permettercelo?
             
Totò Mirabile
                                
NEL FREDDO SUDARIO

Nel freddo sudario
regna eterna la noia
senza speranza di sole.
Opachi pensieri pesanti
mi chiudono gli occhi.
Dormire,sognare sempre
un mondo nuovo e migliore
con tanti diversi colori.
La strana fantasia
liberandomi dagli incubi
mi rese più leggero
la coscienza.
Incostante è la vita
questo cammino senza luce.
Turbarsi non serve
con queste strane cose
miserabili e meschine
a volte anche confuse.
Però queste cose buie
dicono che in ognuno
ci sono abissi nascosti
luminosi a volte
a volte oscuri e paurosi
agli altri ma pure a noi.

Totò Mirabile

PAESELLO,
       PAESELLO MIO
Ispirata da canzoni varie)

Paesello,  piccolo  paesello  mio
mi dispiace  tanto di svegliarti ora
e in questa notte di pioggia e lacrime
ascolta il pianto d’un uomo che ti ama
che  fra un minuto me ne andrà
mi dispiace, ma deve andare.

Il mio posto chissà dove sarà?
Mi sono alzato, mi son vestito
e sono uscito fuori per la strada
tu mi guardi e non dici una parola
e sei più piccolo come non mai
strano amico di tanti giorni.

Chissà se incontrerò gli amici
che sono andati già tutti via
ringrazierò la tua vecchia figura
e se potessi farlo non ti venderei
e intanto chissà perchè piove
forse è pioggia o forse commozione.

Quattro vecchie case addormentate
quel paese che giace in tanta pace
e dandoti le spalle ti dico piano addio
addio mio vecchio e grande genitore
a tutti dirò di te e delle  tue meraviglie
e sarò io la tua grande  semplicità.

Totò Mirabile
                               
QUANDO UN DI' SAREMO

Quando saremo vecchi tanto avremo in più
e le cose più brutte parranno più belle.
Se guardare indietro può essere di conforto
guardare avanti non sembra volere troppo.
Sembra certa la porta ma non si apre mai
spingere non serve anzi cade l'anta
e con essa anche la voglia scricchiola.
La gente corre a sorreggere il guasto
e logorano la voglia e anche la porta.
Quando un giorno vecchi diventeremo
non occorrerà più trovare la chiave giusta.
La porta si aprirà certamente da sola
e chiunque vorrà entrare lo potrà fare.
In qualsiasi momento saremo pronti
a uscire da quella porta  per l'ultima volta
e le cose più brutte parranno le più belle.

Totò Mirabile

RACCONTI  LONTANI

Sentire  di  situazioni  tanto  assurde
rimanendo fermi  e sbalorditi ad ascoltare
come se fossero raccontati a noi lontani
che non sono nostri e che non ci toccano.

Ma chi visse e sperimentò sulla pelle altrui
non vive più perchè non è vissuto mai
e appaiono a me con bocche contorte
mentre io grido rendendoli ancora tutti vivi.

Come si permise una ferocia così grande?
Mi interrogo se ciò fu fero e se ciò accadde
perchè certi racconti non sono di questo mondo
e vien voglia di rinnegare tutto e tutti noi.

Dire che tutto ciò è falso e non ci appartiene
e la sola cosa che mi consola e mi da forza
per capire che ciò  accadde e fu vero.
ma come quelle creature furono vittime di loro?

E li vedo correre tutti, tutti corrono nudi
con il terrore addosso come unico vestito
e la mano implora colui che non volle vedere
e la bocca supplica colui che non volle sentire.

Se è vero che la mia folta chioma non c’è più
è pure vero che queste cose sono successe
e rimarranno scolpite per sempre dentro di noi
come quelle misere mani tese ed imprecanti.
                          
Totò Mirabile

SENSAZIONI

Sovente provo sentimenti indefinibili
desidero qualcosa e non so che cosa
mi assale un senso di disgusto della vita
tanto che vorrei gettare via tutto
e andarmene a correre sopra prati verdi.

Ma lo smog, l'inquinamento delle acque
della terra, il fumo e il disboscamento,
i fiumi che straripano e distruggono
le montagne che crollano interamente
mi spingono invece a  scoprire la vita.

Sfiorare con mano incerta e stupita
le cose di sempre malate per l'incuria
e scoprirle come se fossero nuove
leggendo dentro il passato che ricomincia
è a questo punto che mi chiedo le ragioni.


Cerco i motivi e ritrovo le sensazioni
riprendo tutto ciò che volevo buttare via
e finalmente mi spiego i radicali desideri
e mi riconosco nei miei sentimenti
e riaffioro galleggiando  sulle ragioni.

Totò Mirabile

STORIE ASSURDE

Storie assurde di tempi ormai andati
quando ancora si moriva per amore
e in quel silenzio pressocché assoluto
rotto appena dallo scroscio delle macchine
che scendevano silenziosamente tra l'asfalto
cocente ed appiccicante mi apparve, lei.

Alta e sottile con i capelli castano scuri
leggeri e al vento abbondanti sulle spalle
e lo sguardo chiaro che sembrava contenere
a tratti bagliori d'argento puro e sopraffino
con calzoni attillati e una maglietta senza spalle
la pelle delicata sotto una tenue abbronzatura.

Il collo esile ed elegante sulle spalle esili
ed un corpo molto semplice e desiderabile
una giovane donna dal viso tutto bianco
e rosa da cui brillava uno sguardo intenso
una creatura dal fascino assai inquietante
una gentildonna molto bella e affascinante.

Con una chioma che si allargava a mantello
sulla schiena nuda di lei coperta dai capelli
ed il viso basso nascosto dalla lucida seta
dei suoi capelli che il vento lieve sfiorava 
e mi sembrava remota, lontana, distante,
quasi di un'altra dimensione sconosciuta.

Come si starebbe bene con lei accanto!
Tutto accadde molto in fretta dopo un sabato
pieno di sole la burrasca mi scoppiò dentro
provocante con cupa violenza dura
come una bufera strana improvvisa di fine estate
breve e devastante e poi un sospiro di sollievo...

A volte le storie assurde di tempi andati
quando ancora si moriva sicuramente d'amore
sono diventate tanto belle con lei accanto
e quando dico che nella vita occorre tentare
ammetto anche che bisogna ricercare dentro
una spinta che ci dà la forza per lottare.
 Totò Mirabile

STUPENDO PARCO

Com'era grande la città dai mille colori
piena di gente in continua agitazione
e più giù lo spiazzo erboso ricco di piante
era divenuto il luogo mio preferito
dove le voci e i rumori sembravano svaniti.

La gente veniva sempre più numerosa
e i vecchi impalliditi prendevano il sole
parlando del loro passato assai tormentato
mentre le giovani coppiette lì appartate
si baciavano fugacemente nelle panchine.

Quel mattino si era levata una fresca brezza
le foglie degli alberi danzavano preoccupate
e mentre mi avviavo piano piano verso il parco
improvvisamente avevo la strana sensazione
che fosse giunto l'autunno precocemente.

Le foglie erano pallide e prive di colore
la giornata pareva finita facendosi più fredda
ma io non sentivo mai freddo nel grande parco
sembrava quel luogo darmi tanto calore
nel grande parco ormai non c'era più nessuno.

Era bello così quello stupendo parco antico
con i viali coperti di foglie morte appassite
e silenziosamente  piano piano me ne andai
portandomi dietro anche il ricordo della torre
di quell'orologio che due volte batté l'ora.
                             
Totò Mirabile
                                     
TACQUERO LE CHITARRE

Strade sonnacchiose di  piccoli  paesi
campagne dimenticate senza importanza
gente diffidente ferma alla tradizione
vecchia gente  incrollabilmente  stanca
e la penombra sempre dietro la porta.

La pace dell'orologio sull'antica torre
nella  noia  degli  stessi  rituali   gesti
delle stesse  sacrificate  segnate facce
la nebbia scioglieva le note di chitarra
nel viale non c'era più niente e nessuno.

Le foglie si spensero inutili e ingiallite
la nebbia si  precipitò strana  su  di  noi
le chitarre tacquero  nelle  bare  sepolte
era sbocciato un amore  di  quello vero
e non avevo cesoie forti per sradicarlo.

Non significava veramente nulla per me
per non ucciderlo, annientarlo,disperderlo
e senza ragioni precise mi misi a cantarlo
a mitizzarlo non riuscendo  più a vivere
senza il suono  della  sua  angelica  voce.

Preferivo certamente soffrire per lei,
per lei che mi piantava ogni mattina
il suo amore in gola come una lama
di coltello in quel viale di campagna
del piccolo paese senza importanza.
                   
Totò Mirabile
                                    
UN MONDO NUOVO E REMOTO

E rimpiangevo le lontane albe d'inverno
la gaiezza e la neve bianca che cadeva fitta
promettendo voli da angelo colorati sulle
piste lucenti dei campi di sci affollati
dalla gente che scendeva dalle piste veloci.

E mi parve un mondo nuovo e remoto
dalle tante grandi possibilità  perdute
ma la neve mi entrò negli occhi cadendo
e vi si sciolse e si mescolò alle lacrime
fredde e amare che bagnavano il viso.

I palazzoni tutti uguali coloravan di grigio
quella fitta neve e i piccoli alberi stenti
e nudi vi si accartocciavano in mezzo
scheletrini inermi colmati di grande pietà
ascoltavan il silenzio che fa il mondo.

Volevo una piccola casa fra grandi alberi
confidai alla neve grigia di quel cielo grigio
fra grigie case radicate al grigio asfalto
e grido alla fortissimo alla casa ormai deserta
che assorbiva il grigio di quel mondo invernale.
 
Vedevo dalla finestra con le tapparelle alzate
che le strade non erano più tanto tristi e cupe
e le lampade dondolanti in mezzo alla strada
si abbandonavano a tanti fiocchetti di neve
che cadevano da un cielo d'un solo colore.

La  gente  indaffarata,  la  gente  di  città
trascurava i finestroni diventati tutti blu
di precoce sera d'inverno con dentro lampi
di luce riflessa di fari puntati sulle facciate
dallo sfrecciare di auto nelle strade laggiù.

E mi parve ancora  un mondo nuovo e remoto
dalle tante grandi innumerevoli possibilità perdute
dietro i cumuli di ghiaccio celeste ammucchiato
che si sfioccavano in quella neve tutta grigia
racchiusi  me e m'adornai solo di rassegnazione.

Totò Mirabile

UN PIANTO
       CHE MI CHIAMA

Sentir di un aereo dirottato
di un pirata della strada
di un bosco in mano ad un pazzo
furioso piromane incendiario.

Ma è pur vero che anche oggi
il fratello ucciderà il fratello
e la strada avrà altre vittime
e carri armati semineranno morte.

Chi ha fame attenderà ancora
e vedo le strade tutte sporche
con pochissimo verde alla natura
tutto mi sembra perso per paura.

E, nella notte scura sento un pianto
un pianto allarmante che mi chiama
corro ed esco fuori trovandomi solo
e vedo un bimbo e mi rivedo bimbo.
  
Totò Mirabile 

VERDI GERMOGLI

Verdi germogli di vecchi ricordi
come il pensiero che spunta improvviso.
Verdi germogli di dimenticati relitti
che riaffiorano leggeri senza  spinte.

Verdi germogli di lunghi silenzi
come le rose che nascono tra spine.
Verdi germogli di ingenui amori
che nascono sempre  spontanei

Verdi germogli di fitte improvvise
come le idee che assalgono alla mente.
Verdi germogli di sogni felici
che vengono recisi alle radici

Verdi germogli di venti furiosi
come la morte brutale ed assassina.
Verdi germogli di giorni andati
che invecchiano il corpo e la mente.

Verdi germogli di umana esistenza
come l’aggrapparsi a sani principi.
Verdi germogli di cose passate
che non si riuscirà mai a mandare via.                                              
                    
Totò Mirabile

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Ultimo aggiornamento Sabato 15 Gennaio 2011 08:51
 

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