top
logo

Chi è online

 66 visitatori online

Archivio Museo


Ferdinando Russo PDF Stampa E-mail
Scritto da Totò Mirabile   
Domenica 21 Giugno 2015 08:27

                                                  Ferdinando Russo

ferdinando russo.JPG - 3.49 Mb

                                           BY VIVISICILIA.it · 20 GIUGNO 2015

                                                                                 PALERMO

Il poeta Totò Mirabile storico e letterato in “Chiusa e Chiusesi”

Letteratura, storia, tradizioni, musiche e prodotti biologici alla” 46^ Sagra delle Ciliegie di Chiusa Sclafani (Pa)”, con opere e canti nell’antica Badia e nella piazza Castello e con la presentazione, da parte del sindaco dr.Giuseppe Ragusa e del giornalista dr.Mario Liberto, di un artista poliedrico, Totò Mirabile e delle sue ultime produzioni poetiche di scrittore in dialetto siculo ed in italiano.
In ”Chiusa e Chiusesi”, l’opera di Totò Mirabile (1), sembra incastonarsi nella cultura del sapiente mondo contadino, che festeggia, annualmente, con tenacia e magnificenza, il suo prodotto di eccellenza, le ciliegie ed il libro racconta un secolo di vita del paese natale, Chiusa Sclafani, nel cuore dei Monti Sicani, solo da recente riconosciuti e costituenti il 6° Parco della regione Sicilia, presente all’evento con il Direttore dr. Franceco Gendusa, esperto forestale della Regione ed originario della cittadina sicana e con l’assessore alla cultura Luisa Scrima, consapevoli del grande valore della musica e della sua diffusione nell’educazione artistica e musicale della città sicana anche per i richiami turistici per gli eventi musicali del Parco.
E riecheggiano le bellezze del paesaggio e del clima, le conformazione del territorio, per la loro fertilità, il valore delle produzioni agricole di eccellenza, il tessuto dei monumenti e dei beni culturali, l’inventività culturale, musicale, artistica, le potenzialità di lavoro degli abitanti, presenti o emigrati, le tradizioni artigiane e agricole, caratteristiche per il Parco dei Monti Sicani, che la 46^ sagra delle Ciliegie, esalta e valorizza come gli altri prodotti dell’agricoltura e della pastorizia, e la cultura storica, archeologica, biologica, sanitaria esaltano in un’area che lega i resti di Entella (Contessa Entellina), di Adranon (Sambuca di Sicilia), di Montagna dei Cavalli ed Hippana (Prizzi), il Castello di Federico II (Giuliana), il Santuario della Madonna del Balzo (Bisacquino), ove in estate suona l’Organo restaurato dal Laboratorio di Chiusa Sclafani di Giuliano Colletti (6) e il complesso storico e scenico di Santa Maria del Bosco, alle pendici di Monte Genuardo,(Contessa Entellina) non lontano da Adranone.
Mirabile ridà così sapore letterario e storico, alla sua fama di poeta, musico, pittore, fotografo, commediografo, promotore culturale e inventore e fondatore del noto” Museo Mirabile di Marsala”, dopo avere realizzato il Museo digitale di San Carlo della antica ferrovia, che collegava Palermo a Chiusa, Sambuca, Castelvetrano, Trapani.
Sono infatti conosciuti della vasta produzione dell’autore: “La storia di Chiusa Sclafani”, i volumi di poesie “Lo Scriba 1”, con prefazione di Francesco Billeci, (5) “Lo Scriba 2 “Poesie da Chiusa Sclafani a Marsala “con prefazione di Mario Liberto (12), ”I proverbi siciliani”, “Le Tabelle di luogo ed i luoghi di Sicilia” (personalmente visitati), le “Raccolte di canti siciliani e canzoni ( tra cui “la cirasara di Chiusa), il romanzo “La storia di Savino”e, per lo spettacolo, i volume “Il Teatro” con una raccolta di copioni teatrali da lui scritti ed alcuni rappresentati, e prossimi ad essere studiati dalle Pro Loco di Chiusa, Giuliana, Bisacquino per manifestazioni teatrali per gli studenti dell’Unione dei Comuni da realizzare nel teatro all’aperto del Parco Comunale Giuseppe Altamore di contrada S.Anna in Giuliana, mentre annuncia, di prossima pubblicazione, ”Sicilia amara e Sicilia duci”.
Notizia quest’ultima che non sarà sfuggita all’attore ed operatore culturale e teatrale Ludovico Caldarera, del comune confinante di Bisacquino, da antenati forse chiusesi ed all’associazione Fra.Ga.Ma (di Gaetano Di Natale e Maurizio Cesarini) (14), che hanno fatto apparizione nella piazza Castello per la serata della Sagra, con i sevizi delle luci, delle amplificazioni, della musica, gestita dallo staff tecnico (presente il gruppo MEPRAL di Ribera), con musica rock contemporanea e numerosi artisti di strada di Menfi.
Scritti ed opere di Mirabile diventano così gli itinerari di un viaggio esistenziale, connaturato ai sentimenti ed ai valori dei tanti cittadini del paese natio, ”Li beddi chiusalini, cristiani semplici e ginirusi”, dai quali Mirabile ha tratto gli insegnamenti, che sono stati la guida di tutta la sua vita, come ha voluto dichiarare, al momento della presentazione del volume della sua recente fatica narrativa, alla nostra attenzione ed a quella del sindaco Giuseppe Ragusa, che insegue gli studi e le ricerche di Mirabile, per completare con il Consiglio comunale la denominazione delle nuove vie per la toponomastica del paese, con i numerosi cittadini illustri (il magistrato Stefano Migliore, il medico Luigi Geraci, il grande invalido di guerra, Cascio Mariana e le nuove scoperte dello storico Marchese (8) e di Totò Mirabile.
Il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Gullo e l’assessore alla cultura. Luisa Scrima sono sensibili nel ritrovare tutti i riferimenti, che fanno di Chiusa una città ricca di personaggi storici del passato e del presente.
Il Nostro entra così nella letteratura con i ricordi impressi nella memoria dell’emigrante, costretto a lasciare la terra che l’ha visto nascere e crescere per cercare altrove il benessere.
Chiusa non poteva offrire nulla ai tanti diplomati e laureati del dopoguerra anche se quella mobilità è rimasta in patria, a Marsala ove si è sposato e si è stabilito per lavoro, trasferito ma non con le origini: ”Paiseddru miu di musica e cirasi, mi dasti la vita ma campu’nta navutri paisi”.
E’ il tormento connaturato negli emigranti e negli immigrati, quasi il destino del vivere in un’Isola carica di storia, di civiltà, di culture, di risorse del creato sempre da riscoprire e crocevia di civiltà, di popoli, dalla voglia di lavoro per realizzarsi, per vivere, per creare, sviluppando le potenzialità di ciascuno e delle famiglie costituite.
Mirabile si fa umile emulo della cultura, delle ricerche di Pitrè, di Salomone Marino, di Consolo, di Sciascia, di Camilleri, di S.Grasso, di Valenti, di Piazzese, di A:G:Marchese, dei tanti scrittori, artisti, registi, compositori musicali, attori con i quali prepara una nuova ricerca, dal titolo “Incontrarsi nell’Arte”. Così, come tanti artisti e letterati, cresciuti da autodidatti con tanta voglia di apprendere dai grandi e famosi letterati, e intellettuali dell’Isola, da quelli Greci agli Arabi, dai medici antichi ai contemporanei, dai musicisti storici ai compositori.
Quella di Mirabile è una ricerca ed una vasta produzione che invita al confronto, ad apprendere, ad insegnare, ad un tempo senza prosopopea, ma senza mai dimenticare le origini, il territorio, l’umanità incontrata, né pensiamo di inibirlo per una tardiva scoperta non da critici letterari, ma da conoscenti, dai vicini natali territoriali, lieti sempre di cogliere nel prossimo le identità artistiche, gli apporti, la volontà di donare talenti e conoscenze, esperienze e voglia di perfezionarci nell’incontro con gli altri (7) perché il lavoro, le professioni, le vocazioni, le famiglie, le amicizie, le compagnie (alle quali il Nostro dedica un racconto), sono momenti del naturale realizzarsi, nelle differenze ma nella comune identità umana.
E richiamando Pavese, il presidente del consiglio comunale Giuseppe Gullo, nella presentazione dell’autore, ha voluto confortare il dolore della lontananza, espresso da Mirabile per essere emigrato a Marsala, ricordando a noi, come ai Siciliani emigrati nel mondo le parole: ”Un paese ci vuole, non fosse per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.
Il sindaco Giuseppe Ragusa, con la collaborazione del direttore del Giornale di Chiusa Sclafani diretto in Svizzera da Pino Geraldi, chiusese ivi emigrato, non tarderà a far pervenire, con la diffusione dei moderni strumenti della comunicazione, i racconti di Mirabile ai migliaia di cittadini emigrati, o nella lingua siciliana o nelle pagine tradotte per i giovani figli degli emigrati.
E con il sindaco Ragusa, in sintonia con i sindaci che l’hanno preceduto, Pietro Lazio, Giuseppe Perricone, Nicola Reina, Filippo Schifani, Salvatore Pollichino, Francesco Di Giorgio, abbiamo osservato che gli scritti, i racconti come il film dei mestieri rappresentati e musealizzati dal Nostro, hanno garantito ai nostri genitori, amando la terra e la creatività del lavoro degli avi e ad una larga parte dei cittadini di avere il lavoro necessario per vivere nella propria comunità natale, quando è stato possibile, ma di trasferire nel mondo, ieri ed oggi, talenti, valori, esperienze del lavoro siciliano, professioni e per queste potenzialità, stimato in tutto il mondo, come ha sottolineato Giuseppe Farina, il sarto personale del Presidente Mattarella e di autorevoli ambasciatori Russi, che onorano nel mondo l’artigianato sartoriale dei Farina, di Giuseppe per la moda maschile e di Salvatore per quella femminile, presenti da Palermo e da Roma e con familiari negli USA nell’attenzione di chi ama vestire su misura e su tradizioni sartoriali artistiche e ricercate.
Per questo i racconti di Mirabile su “Chiusa e i Chiusini” vanno fatti conoscere agli emigrati ed ai ragazzi delle scuole siciliane perchè si educhino ad amare il lavoro ed a crearlo sull’esempio degli antichi avi, nonni, bisnonni, non da rottamare o rivedere romanticamente nelle foto di Mirabile e dei suoi collaboratori (7) ma per essere di stimolo a nuovi lavori artigianali, agricoli, musicali, informatici per il tempo della globalizzazione e delle relazioni europee e universali.
E così la cittadina delle Ciliegie più saporite della Sicilia, Chiusa Sclafani, ricercate in tutta la Sicilia, dopo l’interessante ricapitolazione storica, entra con il cantore Mirabile nella letteratura conservando e sviluppando parole e suoni, linguaggi e costumi, racconti, comportamenti, commedie e tragedie del vivere umano, nei teatri di pietra o in quelli della memoria.
La 46^ sagra delle ciliegie di Chiusa, ha acquistato, in tal senso, con il libro di Mirabile, un nuovo candidato alla “Ciliegia D’Oro”, il premio istituito dal Comune, come credo abbiano meritato la Banda G.Rossini, Tornatore, il Totò Cascio di Cinema Paradiso, che proiettano la loro immagine ed il territorio verso un turismo non solo primaverile ed estivo.
Le loro attività ha infatti una dimensione culturale, archeologica, storica e moderna con le Arti e con l’artigianato e l’agricoltura dai prodotti eccellenti, dalle ciliegie alle pesche, agli agrumi, alle cipolle,alle olive giarraffe, alle fragole di Sciacca, e di Ribera, allo Zafferano di Giuliana, alle fave ed agli Asparagi di Campofiorito, ai Fico d’India di Santa Margherita Belice, ai carciofi di Menfi, alle mandorle di Lucca e Burgio.
Nella stupenda cornice della Chiesa barocca di San Sebastiano, in Piazza Castello si attende ora il ritorno dell’Organo restaurato, per volere dell’Arcivescovo Michele Pennisi (l’ organo gemello esiste a Malta), e l’evento rappresenta la valorizzazione del più antico degli Organi della Diocesi di Monreale nella comunità dalla diffusa cultura musicale sacra e civile (2).
Mirabile ed i Chiusesi sembrano così sfidare anche il teatro Lelio di Palermo, ove debutta, con replica a Catania al castello Ursino, negli stessi giorni, presentando la produzione originale del piccolo Teatro di Gianni Salvo per il Festival I ART l’opera “Terra di Miele amaro”, omaggio alla Sicilia dei campi e al lavoro come suggerisce il sottotitolo ”Storie e canti di lavoro. Quando la banda passa per la via”.
E nella produzione storica, musicale, teatrale, poetica, di Mirabile c’è un programma di musiche e parole, di testi e di racconti, come quelli raccolti e scritti in” Chiusa e i Chiusesi”.
Così la Sagra delle Ciliegie di Chiusa diventa non solo la degustazione in piazza Castello (Giuliana,Burgio, San Carlo, Bisacquino, Sambuca, Contessa, Prizzi, Palazzo) dei prodotti di eccellenza, e delle confetture e marmellate di ciliegie cappuccie biologiche, pesche,arance, garantite dai giovani imprenditori Perricone, ma una festa del giovane mondo imprenditoriale, al suono della famosa Banda G.Rossini, con la sua storia prestigiosa plurisecolare, come il volume di racconti di Mirabile e come stigmatizzano le ricerche condotte dallo storico Antonino Giuseppe Marchese (8).
La cultura musicale diffusa nella comunità cittadina trova alimento nella meravigliosa biografia dei maestri direttori e delle musiche orecchiate ed applaudite dai cittadini, conoscitori dei “partiti” musicali, con una plebiscitaria partecipazione.
C’è la consapevolezza di una orgogliosa diffusa passione musicale, che ha dato alla città di Chiusa, ed alla sua Banda G.Rossini (3), ai musicisti ed ai cittadini, successi, premi, encomi, con la partecipazione ad eventi nazionali e internazionali, laici e religiosi, con i suoi cittadini, compositori, maestri, organisti e con moderni laboratori di organi e strumenti musicali (2).
In quella Piazza Castello della 46^ Sagra delle ciliegie, Tornatore, ritornato ancora recentemente, a Chiusa Sclafani, aveva incontrato Totò Cascio, dopo avere girato nelle scuole e dialogato con i ragazzi, il bambino attore di “Cinema Paradiso”, assente quel giorno a scuola, nella prima visita del regista, ma ora diventato il cittadino di Chiusa e forse della Sicilia più conosciuto in tutti i continenti, conosciuto in tutto il mondo non solo ora per merito dagli emigrati e del loro antico lavoro, ma anche per i suoi vivaci ragazzi, futuri lavoratori amanti del cinema e delle moderne comunicazioni, ed artisti ad un tempo, perché eredi di immaginifici antenati, di fantasia, di inventiva e di capacità di accoglienza e donazione.
E nella piazza Castello, la Banda musicale G.Rossini, ha ispirato laici e religiosi a comporre musiche, a suonare organi, a dirigere cori, complessi, orchestre, ad accompagnare le liturgie della Chiesa.
Tra questi ricordiamo mons.Giuseppe Liberto, il direttore del complesso corale-musicale della Cappella Sistina, che arrivava negli eventi liturgici vaticani, come “l’ultimo” ma sempre prima dei Papi, con tanta voglia di innovare anche nella musica sacra e candidato ufficiale della “Ciliegia d’Oro”.
Così per il maestro organista della cattedrale di Monreale sac.Orlando ed il compositore Ignazio Sgarlata, poeta, teologo e direttore musicale che ha scritto messe e musiche sacre e le colonne sonore di film prodotti in Usa (4).
Ed anche a Gaetano D’Espinosa, a cui non dovrebbe tardare il Premio “La ciliegia d’Oro” o un messaggio di complimenti per i successi ottenuti e la cui mamma “Dina Coco” (omonima erede e forse imparentata con il capobanda musicista Coco, citato da Mirabile) è cittadina chiusese.

Negli i stessi giorni della Sagra delle ciliegie il direttore D’Espinosa ha diretto “La Norma” al Teatro La Fenice di Venezia mentre è richiesto in Cina, in Giappone, ed in altri Paesi ed il sindaco Giuseppe Ragusa di Chiusa non tradisce l’aspirazione di averlo ospite della Banda G.Rossini.
Con loro, in attesa che Mirabile incontri, nei suoi scritti annunciati tutti i musici di origine chiusese, ricordiamo Nino Mancuso (il fondatore di Gen Rosso del Movimento dei Focolari che ha girato il mondo con i focolarini ed ha collaborato ad insegnare musica ai ragazzi di Chiusa, Bisacquino, Giuliana, Palazzo, Prizzi, ed ha organizzato recentemente la “Primavera musicale di Bisacquino“ (15).
Mentre il maestro Rosario Colletti, le cui origini sono chiusesi, trasferitisi a Giuliana con l’arte dei lavoratori del legno e dell’intarsio ereditato dai Lo Cascio (8) e con la passione musicale dai Colletti di Chiusa Sclafani, ha composto una diffusa marcia per la Banda G.Rossini, quasi un tardivo riconoscimento alle origini ed alle famiglie Colletti mentre nelle sue oltre mille composizioni musicali non ha tardato a musicare diverse composizioni poetiche di Ignazio Sgarlata, proprio di Chiusa Sclafani.
Ferdinando Russo
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Riferimenti
1)T.Mirabile in “Chiusa e chiusesi nei racconti di Totò Mirabile “con prefazione di Giuseppe Gullo edizioni Drepanum di Antonino Barone, Trapani 2015-06-15
2) F.Russo Nel paese ove gli organi tornano a suonare
3) G.A.Marchese La Banda musicale di Chiusa Sclafani – Le immagini e la memoria –Editore Comune di Chiusa-1997
4) F.Russo in Ignazio Sgarlata in CNTN –PALERMO –Annali 2000-2014
5) T.Mirabile Le raccolte di Poesia: Lo Scriba 1 –Poesie, con prefazione di Francesco Billeci, e cura di Sara Pira, Edizioni La Zisa Comunicazione, soc.coop-aprile 2013 e Lo Scriba 2,“
6) G.Colletti, Il Laboratorio per il restauro degli organi e degli strumenti musicali in Chiusa Sclafani Bottega Organaria di Giuliano Colletti –Costruzione e restauro Organi a canne In Chiusa Sclafani (Pa)
7) I fotografi in “Chiusa e Chiusesi “ nei racconti di Totò Mirabile: G.Lombardi, F.Cerniglia, P.Geraldi, M.Di Cara, N.Di Benedetto, P.Verchiani, G.Tortorici, G.Campisi, N.Di Chiara, S.Marchello, L.C.Lombardi, G.Gennusa.
8) A.G.Marchese I Lo Cascio di Chiusa Sclafani, scultori in legno del ‘500 Ed.Ila palma Palermo 1989
9) A.Russo, Il maestro Saro Colletti autore dell’Inno della Banda Chiusa e di oltre mille composizioni musicali.in CNTN –settimanale di ispirazione cristiana-Palermo Annali 14 2000-2015
10) F.Russo in Salvatore Pollichino in Facebook ed in info@PinoGeraldi, Il Giornale di Chiusa Sclafani ed in Vivisicilia
11) A.G.Marchese I Lo Cascio di Chiusa Sclafani, scultori in legno del ‘500 Ed.Ila palma Palermo 1989
12) M.Liberto, Prefazione in Lo Scriba,di Totò Mirabile, Poesie da Chiusa Sclafani a Marsala, Edizioni Drepanun di Antonino Barone, Trapani,2014
13) G.Gullo in Prefazione di “Chiusa e Chiusini” di Totò Mirabile (vedi punto (1)
14) FRA.GA.MA Associazione eventi giovanili per sagre e concerti di Gaetano Di Natale e Maurizio Cesarini-Palermo e Giuliana
15) F.Russo in Nino Mancuso in Arte Cultura TV Palermo 2014
16)A.G.Marchese Il serpente di Esculapio. Medici, Chirurghi e Speziali a Chiusa Sclafani nella prima età moderna da Giovanni Filippo Ingrassia, a Francesco Di Giorgio
 

Poeti siciliani nel museo Mirabile di Marsala
tra tradizioni contadine e dotte memorie elleniche
 
http://www.vivisicilia.it/2015/07/14/poeti-siciliani-nel-museo-mirabile-di-marsala-tra-tradizioni-contadine-e-dotte-memorie-elleniche/
BY VIVISICILIA · 14 LUGLIO 2015
I poeti della Sicilia non dimenticano i Greci e la loro storia letteraria e poetica, anche nel giorno del recente referendum, quando si riuniscono, in una telematica solidarietà, ”Al Tempio dei Poeti”, l’ evento inventato dallo scrittore e poeta Totò Mirabile, tra i templi di Segesta, Agrigento e Selinunte, presso i territori di Mozia, Erice, Marsala e Mazara.
Hanno un pensiero preoccupato e solidale, rispettoso e non palesato, ai poeti ellenici contemporanei, tanto sensibili ad intrecciare rapporti conoscitivi con i poeti Siciliani, confermati ancora recentemente dall’epistolario “Senza peli sulla lingua” del poeta Luciano Messina di Castelvetrano (1).
Continua così il rifugio degli artisti siciliani nelle, solo apparenti, periferie della cultura, se poeti, pittori, musicisti, scrittori, attori, letterati, sfidano i referendum e vogliono restare Europei, come se rinnegassero il condizionamento della globalizzazione metropolitana, amano incontrarsi per meditare e raccontarsi all’ombra dei Templi (4) ed i poeti crescono.
E ad invitare” I poeti al Tempio” è stata, questa volta, la avv.Rossella Mirabile, presidente dell’Associazione Culturale “Museo Mirabile delle tradizioni e arti contadine della regione Sicilia“ con sede in Marsala. “Il Tempio dei poeti”, per la Mirabile, si consacra come Simposio di alto valore culturale e sociale, al suo terzo anno, “luogo di incontro per poeti ed artisti di vario genere, impegnati su diversi ambiti culturali, ma non solo, orientati allo scambio con il resto del Mondo; è uno spazio aperto nell’universo del nostro domani in un secolo assai affascinante in cui l’uomo ha superato barriere ritenute invalicabili e corre verso nuove meravigliose scoperte ed invenzioni” (4).
Il progetto, nasce dall’idea del fondatore del Museo privato, che ospita la rassegna, rag.Salvatore Mirabile, artista, musicista, pittore, poeta e scrittore, di cui ancora ci siamo recentemente interessati, in occasione della 46^ Sagra delle Ciliegie di Chiusa Sclafani (5).
Nato nel 2000, il Museo Mirabile (6), ha compito il Primo Quindicennio di attività, contribuendo alla cultura museale dei privati, ed all’associazionismo letterario, se presente all’evento (del 5 luglio) abbiamo incontrato, graditi ospiti, l’Arch.Domenico Gambino, presidente dell’Associazione culturale Museo del Grano di Campolfelice di Fitalia, il sindaco di Bisacquino, Prof Tommaso Di Giorgio, che eredita nel Patrimonio del Comune, il Museo cittadino, etnoantropologico gestito da una Fondazione, pubblica-privata, nato da una generosa raccolta di reperti operata dal dinamismo del Rag.Salvatore (Totuccio) Salvaggio e da quindici cittadini ed ora ospitato, con l’Archivio comunale nel restaurato edificio del Convento dei Cappuccini, completando la visione storica dl lavoro artigianale con il “Museo privato dell’Orologio” organizzato dalla famiglia Scibetta, già rinomata fabbrica di Orologi per chiese ed edifici comunali.
Ed ancora presente al Simposio è il sindaco dr.Giuseppe Ragusa di Chiusa Sclafani, il comune in cui è nato Mirabile e che eredita uno degli Archivi più prestigiosi del Circondario, voluto dai suoi predecessori, Salvatore Pollichino e Francesco Di Giorgio ed una Biblioteca, sempre più centro di iniziative culturali ed il Laboratorio di restauro di Organi e strumenti musicali antichi di Giuliano Colletti, riferimento culturale della Banda G. Rossini e delle Sovrintendenze regionali per la tecnica del Laboratorio e la riattivazione della rete siciliana degli Organi storici.
Tra i presenti all’evento culturale dei poeti, intervallato da musiche antiche e moderne siciliane, incontriamo lo studioso operatore sociale di Mazara del Vallo, il Cav.Enzo Ingargiola, già presidente delle ACLI, fraterno amico con Gennaro Conte, del poeta contadino Casesi (molte poesie andate disperse e recuperate) ed organizzatore di servizi di formazione e di assistenza per i pescatori locali ed immigrati e consigliere ed assessore comunale di Mazara.
E particolarmente gradita la partecipazione straordinaria del dr.Nicolò La Perna (Licata), medico pediatra, compositore di musica popolare siciliana, che, sulla scia dei medici intellettuali della Sicilia, tanto studiati dallo storico medico A.G.Marchese. La Perna ha portato alla luce nuovi talenti nella poesia e nella musica folkloristica siciliana ed è stato organizzatore per 14 anni del concorso “Memorial Rosa Balistreri”, autore di numerosi canti da lui composti come la “A rosa do Patri Eternu”, presentata e cantata, per l’occasione, dalla voce del tenore lirico Rossella Mirabile, accompagnata dalla orchestra di Franco Giacomarro, (chitarra –pianoforte), Cicccio Trapani, (chitarra), Giampero Cappellino(percussioni-fisarmonica).
Salutata, infine da una ovazione generale la presenza al Simposio dello storico del territorio siciliano, Prof.Pippo Oddo, infaticabile difensore delle tradizioni siciliane, da sempre vicino alle iniziative del Museo Mirabile, nella nobile tradizione isolana dei Pitrè, Salomone Marino e dei cittadini privati espositori e raccoglitori di beni culturali incommensurabili e salvati al deprezzamento, svolgendo consapevolmente quell’azione culturale e civile di sussidiarietà orizzontale, tanta meritevole e necessaria in una Regione, “museo a cielo aperto” con sempre crescenti riconoscimenti dell’UNESCO e di turisti mondiali, innamorati della storia dell’Isola e delle vicende umane dei popoli che l’hanno abitata nei millenni, dopo i Sicani.
Il prof.Nino Barone, poeta,scrittore, giornalista, si è assunto l’onerosa e appassionata presentazione dei poeti invitati a recitare una delle due composizioni autorizzate dal bando e pubblicate nell’Antologia della Casa editrice Drepanum, alla quale si deve pure la stampa del citato volume sul Museo Mirabile di Marsala ed ai quali volumi rinviamo la presente nota per la diversità delle tematiche e per i riferimenti alle opere poetiche pubblicate dai partecipanti, con le scuse per la non completezza del lungo elenco degli intervenuti a cui provvederà l’associazione Mirabile e che mi permetto citare nella nota a margine (9).
Ci fa piacere, al riguardo una pagina indirizzata a Mirabile da Luciano Messina, della vicina Castelvetrano, tra i poeti siciliani più’ conosciuti in Grecia, traduttore di poesie e opere del poeta e scrittore greco Kostas Valestas ed attento, come osservatore e dirigente scolastico, all’intrapresa del Museo Salvatore Mirabile, a quale ha scritto parole di stima e di riconoscimenti culturali nel citato volume “Senza Peli sulla lingua” dichiarando in una lettera: ”Il sito che ospita il Museo delle Tradizioni e Arti Contadine, nato a Marsala, dal tuo cervello e dal tuo cuore, è certamente un grosso punto di riferimento per quanti avvertono dentro e prepotente il fascino dell’antico e, giorno dopo giorno, tentano di strapparlo alla sonnolenza del passato, remoto o prossimo che sia, e di spingerlo alle vive e vivaci, pur se talora sofferte e doloranti, vibrazioni del presente, per aprirsi insieme in una perenne continuità di svolgimento dello spirito e della storia agli eccitanti stimoli del futuro”
(6) L.Messina in Senza peli sulla lingua Ed.Vanico Castelvetrano 2003.
Così, nel giorno del referendum, che ha chiamato il popolo greco a riflettere sul rapporto critico della Grecia con la Unione Europea, ci conforta l’affermazione (“l’Europa è una creazione della Grecia, non ve le regaleremo ”pronunciata da Manolis Glezos l’eurodeputato partigiano antinazista, a Strasburgo). I poeti di Sicilia, con il loro Simposio, hanno inconsapevolmente lanciato un segno di solidarietà e di vicinanza verso la cultura dell’antico Paese, cosi presente nella storia del pensiero, e delle arti nella Sicilia, del Sud dell’Europa, come si esplicita a Marsala al 3° Simposio “Al Tempio dei Poeti”, a pochi chilometri da Agrigento, da Segesta, da Selinunte, da Mozia, dai teatri e templi greci.
E la cultura di Archimede, di Gorgia da Lentini, di Platone, Empedocle, Callimaco, Cratino, di Teocrito. sembra, essersi depositata nel DNA del mondo contadino come in quello dei poeti, dei musici, degli artisti, degli scrittori, dei filosofi, dei medici, dei commediografi dell’Isola.
La loro eco è presente nell’invito dell’avv.Rossella Mirabile a partecipare al Terzo Simposio dei Poeti siciliani, legati da rapporti culturali, da salda amicizia intellettuale alle iniziative del Museo Mirabile (5) fondato da Salvatore Mirabile, quale contributo dal basso, da parte dei privati, alla conservazione del patrimonio storico, artistico, strumentale del mondo contadino e delle colture che hanno reso la Sicilia riferimento importante nella coltivazione del grano, della vite, dell’ulivo, delle mandorle, delle ciliegie, della canna da zucchero, del vivaismo, della pastorizia (lana, latte, formaggi), della pesca, da fruire da parte della comunità mondiale prima romana, poi europea, incuriosisce e rende umanamente arricchente un incontro con pensatori, musici, cantori, poeti nel territorio dei grandi costruttori di Tempi e di teatri, Greci, Romani, Arabi, di acquedotti e di dissodamenti di terreni per l’agricoltura.
Esempio antico di osare, di progettare, di tramandare arti e mestieri, di esportare anche attraverso le migrazioni usi, costumi, culture e colture, da non disperdere e non limitare alla parola orale o scritta ma di affidarle alla testimonianza, al racconto, al dramma, al canto, al Tempio.
Nessuna meraviglia se, nel corso del secolo trascorso, da questa area territoriale della Sicilia, abbiamo incontrato: Pirandello, Gentile, Titone, Lauricella, S.Grasso, L.Messina, E.Bisso, Cognata, Natoli, Craparotta, Camilleri.
E se nei riferimenti con le istituzioni e l’associazionismo, ci siamo inoltre imbattuti, nel corso degli anni, per nostra convinta adesione e stima in amministratori e in docenti come Luciano Messina, poeta e sindaco tra i più amati nel mondo poetico greco (1), il poeta vissuto all’ombra dei templi di Selinunte, ringraziamo per tali apporti conoscitivi ed amicizie.
Abbiamo così potuto apprezzare pensatori e rivoluzionari come Gaetano Marino (7), nel volume di S.Agueci, maestri generosi come Cocò Lombardo, che ha raccolto le firme di centomila cittadini del mondo conosciuto per salvare i Templi di Selinunte (9), medici come Ninni Fiore (8), che porta alla solidarietà internazionale il MCL, poeti come Matteo Chiaramonte che mette il Vangelo in versi perché i poeti lo abbiano sempre come ispiratore (9), cantastorie come Pino Lo Castro, dirigenti scolastici, come Francesco Fiordalisio e Nicola Rosario Lmbardo, il vivente scrittore della terza e quarta età al quale continuiamo a rivolgere la nostra attenzione,
operatori sociali, giornalisti, poeti come Salvatore Agueci, nato a Marsala sacerdote dedito ai siciliani emigrati nel mondo, e poeti che non hanno disdegnato la nobiltà della politica, come Luciano Messina (1).
Ed ora al Terzo Simposio con poeti giovani e adulti, legati solo dalla passione di trasmettere, specie nella lingua siciliana, valori, riflessioni, storie sociali, legati dall’amore alla bellezza del vento, del cielo, del mare, delle creature tutte, come il frate santo di Assise, alla contemplazione del Creato, pensato e voluto per ospitare l’umanità e renderla operatrice di quella Fraternità, che un Papa Francesco, in cammino nei Sud del Mondo, ama ricordarci.da maestro e “profeta” del nostro tempo.
Una rivoluzione ha caratterizzato la premiazione dei poeti, non protetta e sottesa da una Giuria esterna (anche se il Simposio merita l’autorevolezza degli intellettuali nazionali e locali e forse anche Greci), ma decisa, fraternamente, dalla base dei presenti, che hanno votato dopo avere ascoltato la recitazione dei versi letti, istaurando una cordiale emulazione e partecipazione tra i concorrenti, superando la contrapposizione spesso interessata dalle Case editrici, che talora adombra i concorsi e le manifestazioni poetiche e letterarie.
Ed iniziamo da questo volere popolare (Referendum interno tra addetti), se parliamo innanzi tutto della poetessa Liliana Patti, non nuova al Tempio dei Poeti, in contrada Fossarunza di Marsala e valutata dai poeti votanti come “Prima assoluta” per l’evento al nostro esame (6).
I comportamenti umani (non come valori) ci impongono talvolta la “non sincerità”, e, pur non volendo, bisogna recitare ,”per evitare un male maggiore”, scrive la Patti e fustiga con la dolce scure della poesia: E’l’amore/che manca/tra gli esseri /umani/ma tutti si lamentano/per la sua assenza”. Non resta che: ”Invocare il vento/ per disperdere l’indifferenza/ e trovare l’antica / saggezza/ che conoscevano/ gli avi”./
E ritrovi l’eco dei poeti greci e la cultura della rappresentazione del “recitare” come un gesto di generosa misericordia verso il diffuso prossimo “maldicente”, per costume da rinnegare o solo per recitazione pedagogica.
Un invitato, come osservatore, mi trasmette alla fine del Simposio un messaggio, quasi coinvolto dai canti della Mirabile e dall’ascolto delle liriche ascoltate dagli interessati, alla rinfusa pur tenendo l’ordine alfabetico come regola minimale per i futuri lettori dell’Antologia (2).
Lo trascrivo: “Nel mare il sangue era scomparso, per dopo riapparire, fuggiti i pesci arrossati ed il dolore tardava a cancellarsi nel cuore delle madri speranzose di un continente lontano e di un paese vicino. Da fiore in fiore (ascoltando i poeti), succhiavo il miele dolce e amaro delle api nere, vestite dal colore della notte. L’ape regina non c’era: ed io ero venuto ad ascoltare “u cuntu”, aspettando il Re e la Regina degli anni della mia giovinezza. Il palazzo del Museo odorava di zagara tardiva e di sole, indifferente nel suo cielo azzurro, incurante dei fiumi scomparsi e di parole degli uomini e delle donne, venuti da vicino e da lontano ad ascoltarsi, Il sole mirava indifferente quell’apparire umano e poi morire nel tramonto degli altri e nuovi conoscenti, dai colori diversi per amarsi, curiosi della vita dalle corti stagioni. Lui, il Sole, si doleva, si imbruniva all’improvviso: la sonda del terzo millennio aveva scoperto Plutonio, ancora freddo per quando gli uomini ne avranno di bisogno”. (Messaggio anonimo da Fossarunza di Mirabile).
Ed il “Vento” del Simposio, nel poeta Gino Adamo, anche se non sussurra durante la giornata dei Poeti, è legato ancora ai nomi greci di “Eolo, silente e muto, Elio fragoroso”, in altri giorni, mentre” Zefiro dolce soffia” e “porta via i tristi pensieri/, i brutti ricordi di una vita/ancora in sospeso ./. Il poeta è tormentato e lo racconta, quasi per liberarsi di un tormento: ”Mi credete? Ha di certo una valenza/.Ci si può fregar di tutti su sta terra/,a chi pensa i fatti altrui fare guerra/,ma devi render conto…alla coscienza/.
Anche il poeta Leonardo Agate, tornato a Marsala dopo una vita spesa in Sardegna, Lombardia e Calabria, a servire lo Stato, ed è colpito a riscoprire che a Capo Boeo: “C’è un Vento/ che straccia l’anima: “Capo Boeo/ investito da ponente/ è un vascello in difficoltà./ I sentimenti scappano/ intimoriti. Restano i corpi/frastornati./” Forse è il vento che incontrarono i Selinuntini, i Cartaginesi, i Romani e poi i vascelli di Garibaldi, quando volle riunire l’Italia sognando in anticipo di un secolo la Repubblica.
Da Erice è presente al Simposio Nino Barone, attivo organizzatore a Trapani della “Processione dei i Misteri del Venerdì santo“, ama la letteratura e le tradizioni popolari ed è fondatore delle Edizioni Drepanum. Ha pubblicato diverse raccolte di poesia, con Massimiliano Galuppo e Giusepe Gerbino (13) N.Barone in L’etimo della festa – La processione dei Misteri e il suo linguaggio edizioni Drepanum.
Ed il suo messaggio mostra l’impegno suo e dei suoi stimatori, umile ed operativo, promotore culturale in “Vogghiu ristari nicu” “Iu vogghiu sulu crisciri e mparari/ tra la me genti, chidda chi s’alleta/ p’aviri sulu un fattu di cuntari! “ L’identità dei poeti siciliani si ripercorre nella voglia di raccontare, nell’umiltà degli intellettuali popolari, che non vogliono essere Vati, ma solo raccontare come Verga, come Pirandello, Camilleri, Grasso, Natoli, Adamo, Mirabile, Marchese, Craparotta, Messina, anche se gli scritti traboccano di valori e di pensiero, di civismo, e di solidale donazione verso gli altri il prossimo di poeti e non.
Piovono in tal caso i riconoscimenti spontanei, come negli ultimi cinque anni è accaduto a Francesco Billeci, che ha ricevuto centodieci attestati di plauso da tutto il territorio nazionale. In “Cori di patri”, che in seguito alla separazione gli viene negato di potere vedere liberamente i propri figli “a liggi mi dici cà nun lu pozzu avvicinari”. Billeci racconta i tanti drammi della società isolana, il lutto,”la straggi di lu pani”,L’antologia del premio di poesia A.Borsellino.
I massmedia, i siti, i blog dei poeti, il Giornale di Facebook di Salvatore Mirabile, troveranno lo spazio per non trascurare il mondo poetico, ricco e diverso di una intellettualità, presente al Simposio dei Poeti, che segna una multiforme attenzione agli eventi di una società proiettata, pur con sintomi della sua decadenza, con le paure e le immigrazioni, a trovare nelle radici culturali della storia Europea, al suo nascere indimenticabile, attraverso i poeti che hanno partecipato al simposio nella ricca Antologia in cui sono presenti I poeti del 3° Simposio: a segnare impensabili patrimoni di valori, di fedi, di propositi, di impegni di una generazione che costruisce, con il pensiero, la identità vera dell’anima siciliana, che si commuove e che accoglie il dolore e le emarginazioni della violenza, della miseria, della povertà per superarli verso un umanesimo fraterno (15).

Ferdinando Russo
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Riferimenti
1) L.Messina in Senza peli sulla lingua” edizioni Mazzotta 2003 curate da Vanico
2) R. Mirabile in Prefazione della Antologia poesie presentate al Terzo Simposio “Al Tempio dei Poeti,Marsala 5 Lugjlio 2015
3) S.Mirabile, in “Chiusa e Chiusesi” in Il giornale di Facebook di Mirabile,in Il Giornale di Chiusa di Pippo Geraldi di Berna
4) F.Russo in Gli artisti e le “periferie” 5-05-20142014, ed I poeti crescono in
5) S.Mirabile in “Museo Mirabile di Marsala”Una storia di quindici anni – edizione Drepanum
6) L. Patti in “Ipocrisia” in Antologia 3° Simposio dei poeti
7) S.Agueci in Gaetano Marino pensatore e rivoluzionario,
8) F.Russo La 64^ sagra delle ciliegie di Chiusa Sclafani all’insegna della letteratura e della storia della comunità cittadine e dei mestieri dei cittadini
9) F.Russo in Ninni Fiore il medico di Castelvetrano che porta il MCL ad operare all’Estero in CNTN settimanale di ispirazione cristiana fondato da Giacomo Ribaudo ed in Twitter ed il Google
ed in Cocò Lombardo e le sue cento mila firme per salvare i templi di Selinunte.in CNTN
10) F.Russo in Giuseppe Craparotta il medico che visse nel terremoto del ’68, volontario nelle opere del Cardinale Ruffini, e Matteo Chiaramonte ,in CNTN-settimanale Annata 2000-2014 Palermo ,che riscrive il Vangelo in poesia.
11) G.Adamo, presidente ANMIL di Trapani ,giornalista,scrittore,autore della commedia “E se ci fossi stato veramente ed in Antologia del 3° Simposio dei Poeti con “La coscienza”
12) N.Barone, fondatore delle Edizioni Drepanum,” L’etimo della festa –La Processione dei Misteri e il suo linguaggio” e Seconda silloge di poesia in lingua siciliana “Ciatu,musica e parole”, fondatore del bimestrale di cultura e società Epocanostra
13) F.Billeci, scrittore e poeta in Il passato non si dimentica (2010) La Biglia verde (2011), Segreti di mafia (2012), Antologia del premio Obiettivo Legalità, I bambini non si toccano(complotto di mafia).”Germogli di fede”,”Na valigia chiana di paroli” (2015)
14) A.Criscenti,”Jò sugnu Sicilianu – Poesie in lingua siciliana (1991-2011) edizioni “Jò” A.L.A.S.D. Come nascono i poeti
15) I poeti del Tempio, meritevoli di commenti, di presentazione, dalle ricche bibliografie, saranno ricordati nel corso dell’anno e dagli intervenuti al Simposio, che non lesineranno i loro commenti, per continuare a “raccontarsi” nello spirito di una fraternità letteraria e di progredire “assieme”, mentre si ringraziano i poeti per i volumi ricevuti, con le scuse temporanee per lo spazio di questa nota: Arresta Angela, Badalucco Mattia, Gina Bonasera, Mariella Casella, Antonino Cassisa, Girolamo Collica, Maria Culcasi, Rosario Di Maio, Stefano Ferrantelli, Jolanda Genna, Giuseppe Gerbino, Franco Giacomarro, Gianni Grimaudo, Livia La Franca, Anna Lupo, Cateria Mantia, Giovanni Marino, Adele Milazzo, Maria Molinari, Paolo Ruggirello, Maria Antonietta Sansalone, Maurilio Savona, Antonio Stampa, Melchiorre Tamburello, Giovanni Teresi, Giuseppe Trapani, Sebastiano Vassallo,Vincenzo Vitale.

vai a capo
Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Luglio 2015 00:10
 

bottom