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Scritto da Totò Mirabile   
Mercoledì 24 Novembre 2010 06:31


Salvatore Mirabile nasce a Chiusa Sclafani (PA) il 03/01/1951, chiamato da tutti “Totò Mirabile”, residente in Marsala (TP). Già consulente commerciale iscritto all’Albo dei Ragionieri e Periti Commerciali di Marsala e dei Revisori Contabili ai Sensi del D. LGS 27 Gennaio 1992 N.88.

Sin da giovane ha avuto la passione di scrivere, sebbene, essendosi diplomato Ragioniere (ex dirigente regionale), non abbia fatto studi classici se non privatamente.

Ed è proprio nell’età studentesca che inizia a dare sfogo alla sua fantasia, scrivendo e dirigendo delle farse teatrali di fine anno scolastico: “Una scolaresca come tante” - Ist. Tec. Comm. di Bisacquino ed “Una seconda scolaresca come tante” - Ist. Tec. Agr. di Bisacquino.

Appena ventenne, nominato Presidente dell’A.C.I. della parrocchia della Matrice, scrive i copioni e dirige le rappresentazioni della “Via Crucis Vivente” prima e, subito dopo, “Il Presepe Vivente”.

Amante della musica, forma un coro di giovani ed esegue in quegli anni la cosiddetta “Messa Beat”.

Inizia anche a comporre canzoni in italiano tra le quali “I ragazzi di borgata” ed, in dialetto siciliano, tra le tante, “La Cirasara di Chiusa”, che riscuotono subito un discreto successo tra i ragazzi di allora.

Ultimamente ha composto il canto “A marsalisa” presentato al festival Rosa Balistreri di Licata e classificatosi al 2° posto. A tal proposito, ha già collezionato due raccolte dal titolo: “I canti siciliani di Totò Mirabile” e “Le canzoni di Totò Mirabile”.

Anche la pittura viene sperimentata sulle tele, dal momento che in estate è alle prese con i colori che usa per dipingere pareti e porte delle case.

Cosicché, oggi si può dire che tanti sono i quadri dipinti, tutti sullo stile Modigliani ed alcuni sono stati esposti in varie mostre, in particolare al “Marsala Expo”, al “Museo Mirabile”, in Circoli e sale private.

Ma ciò che, in questi ultimi anni, lo ha reso soddisfatto è l’avere fondato il Museo Mirabile delle tradizioni ed arti contadine della regione siciliana, con sede in Marsala, C/da Fossarunza B n.198 ed attualmente riveste l’incarico di Direttore del Museo e del Gruppo Poetico Lilybetano - Sezione del Museo Mirabile di Marsala.

Una colossale ed importante opera, degna di essere menzionata, è quella dal titolo: “Le tabelle di Luogo ed i Luoghi di Sicilia”.

Totò Mirabile, nell’arco di circa quarant’anni, ha visitato tutti i luoghi della Sicilia: città, paesi, frazioni, laghi, fiumi e monti.

Dimostrazione di ciò è la grande raccolta di cartoline e foto/film di tutti i suddetti luoghi e la curiosità che desta maggiore stupore è l’aver fotografato tutte le tabelle di luogo che provano l'essere stato in quei siti.

“Roba da non crederci o da primato!”, direbbe qualcuno. Nell’estate del 2007 allestisce una mostra di foto e cartoline, con annessi volumi, dal titolo: “Le tabelle di luogo ed i luoghi di Sicilia”.

Eppure, la passione per lo scrivere, per comporre musica, per suonare e cantare, per dipingere, per fotografare, riunire e catalogare lo ha condotto a svolgere una ricca attività artistica durante i ritagli di tempo che gli rimanevano, dovendosi dedicare maggiormente al lavoro per il sostentamento della famiglia.

Inizialmente la produzione artistica è stata divulgata solo a parenti, amici e simpatizzanti, non essendo nata con l’intento di farne commercio, ma semplicemente per dar sfogo allo spirito di creatività dell’autore.

Ha già collaborato con la Casa Editrice Pagine, dalla quale alcuni componimenti sono stati pubblicati nell’antologia poetica “L’eco del vento”, del 2006, a cura di Annamaria Scavo, ecc.

Ha partecipato a simposi di poeti e concorsi con ottimi risultati e ha ricevuto l’assegnazione di vari primi premi, tra i quali il prestigioso premio “Talenti Vesuviani” di Napoli.

Avendo partecipato a moti concorsi, ha quasi sempre ottenuto buoni giudizi di critica, ricevendo diversi premi e riconoscenze quali Premi alla Carriera, Premi della Giuria, Premi della Presidenza, Encomi, Premi alla Cultura, Premi d’Eccellenza, Menzioni Speciali, Menzioni d’onore, Menzioni di merito, classificandosi anche in secondi e terzi posti del podio.

È presente su diverse antologie poetiche pubblicate dalla C. E. Pagine di Roma, oltre ad essere anche presente in tante antologie di vari concorsi poetici.

Molti sono i convegni organizzati per conto del Museo Mirabile di Marsala ed a cui ha partecipato relazionando su svariati temi culturali.

Molti proverbi derivanti da una sua raccolta, “I proverbi siciliani”, sono stati pubblicati dal giornale “Marsala c’è”. Numerosi sono gli articoli giornalistici riguardanti le attività svolte da Totò Mirabile pubblicati da diverse testate giornalistiche, quali: “Il giornale di Sicilia”, “La Sicilia di Catania”, “Il Vomere” di Marsala, “Marsala C’è”, “La manovella” e “Piccole Ruote”.

Anche le Radio, i siti internet, quali “marsala.it”, e Tv locali, quali “Canale2” di Marsala, “Tele 8” di Mazara del Vallo e Telejato di Partinico, hanno dedicato articoli ed interviste all’autore.

Proprio in questa estate 2022, al Museo Mirabile di Marsala, ha allestito la seconda mostra di automobiline in scala 1/43 con annessi i volumi esplicativi.

- E’ Stato nominato nel lontano 12 Maggio 1970 dalla Diocesi di Monreale presidente della Associazione Parrocchiale di ACI della Parrocchia di San Nicolò di Bari in Chiusa Sclafani;

- E’ stato insignito dall’Accademia di Sicilia della onorificenza di “Accademico di Sicilia” per “Arte e Cultura”;

- Ha ricevuto dall’ISLAS Istituto Superiore di Lettere Arti e Scienze del Mediterraneo il Diploma Honoris Causa per Arte e Cultura;

- Ha ricevuto un “Encomio per le Tradizioni Popolari” dell’A. C. La Biglia Verde di Partinico;

- Ha ricevuto la “Nomination alla Cultura “Premio Calvino e Jò, Città di Trapani;

- Ha ricevuto il “Premio alla Carriera” dall’A.C. “I Narratura Città di Cefalù”;

- Ha ricevuto il “Premio della Tradizione 2016 “Antonino D’Alia”;

- Ha ricevuto il “Premio Tradizioni Popolari” alla 6^ edizione di “E… state in poesia 2017” Tenute Orestiadi di Gibellina;

- Ha ricevuto un “Encomio alla cultura” dall’A.C. La Biglia Verde di Partinico;

- Ha ricevuto dall’Accademia Siciliana Cultura Umanistica il titolo onorifico di “Accademico per la letteratura”;

- E’ stato nominato dal Movimento Letterario Mondiale per la Pace e la Cultura sulla Terra “Presidente dell’Unione Mondiale dei Poeti per la Provincia di Trapani e per il Comune di Marsala”;

- Ha ricevuto, l’ambito Premio “La ciliegia d’Oro 2017” dal Comune di Chiusa Sclafani;

- Ha ricevuto dall’Ass. Cult. “Muovi l’arte” di Cefalù il Premio Sicilia Antica per le tradizioni siciliane;

- Ha ricevuto il “Premio alla Cultura” alla 1^ edizione del Concorso Letterario “Fogghi mavvagnoti, 2016”, Malvagna (ME);

- In data 19.05.2018 ha ricevuto il Premio alla cultura - Città di Mussomeli;

- Ha ricevuto dal Circolo Culturale Giacomo Giardina di Bagheria il premio “Socialità e Cultura 2018 per la letteratura”;

- In data 30.06.2018 è stato nominato Presidente Rettore dell’Accademia Regionale dei Poeti Siciliani “Federico II” e Referente della provincia di Trapani;

- In data 12.08.2018 gli è stato conferito il “Premio alla Carriera” dal gruppo ANAS di Collesano;

- In data 17.11.2018 ha ricevuto il premio alla carriera dalla Edizioni Atlantide;

- In data 15.12.2018 Premio alla carriera artistica dal Movimento Cristiano Lavoratori di Spadafora;

- In data 29.12.2018 ha ricevuto la Croce al Merito per la Riconquista dalla Real Compagnia della Beata Maria Cristina di Savoia;

- In data 09.03.2019 ha ricevuto dalla R.D.P Eventi di Messina il Premio alla carriera;

- In data 30.03.2019 ha ricevuto dall’Accademia Internazionale di Napoli il Premio della Cultura;

- In data 21.03.2019 ha ricevuto il Premio Maria Fuxia;

- In data 08.06.2019 ha ricevuto dall’Associazione Sviluppo e legalità Giuseppe La Franca di Partinico il “Premio Eccellenza Siciliana 2019”;

- In data 30.06.2019 è stato nominato Socio Onorario dell’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (Ancona);

- In data 10.08.2019 ha ricevuto a Bisacquino il Premio Letterario Mons. Giuseppe Petralia Vescovo e Poeta, presieduto dal Prof. Tommaso Romano;

- In data 15.09.2019 ha ricevuto il Premio Speciale “E…state in poesia” 8° Recital Poetico itinerante, organizzato e diretto da Tony Causi;

-In data 12.10.2019 ha ricevuto il Premio alla Carriera dall’Associazione Culturale “La Clessidra” di Partanna (TP) 3° Memorial Giampaolo Accardo;

-In data 19.10.2019 ha ricevuto il Premio per Arte e Cultura dall’Associazione Gruppo Culturale Letterario “Sicilia Cori Miu” di Catania;

- In data 25.10.2019 ha ricevuto il Premio "Ambasciatore della Sicilianità Poetica", dall’Associazione Culturale Centro d’Arte e Poesia “Luigi Bulla”, durante la premiazione del 3° Concorso Internazionale di Poesia “Vita Via Est” avvenuta a Giarre;

- In data 16.11.2019 ha ricevuto il Premio Speciale “AFRICA SOLIDARIETÀ” (miglior opera sul multiculturalismo) dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN);

- In data 30.11.2019 ha ricevuto il “Premio alla Cultura” dalla R.D.P Eventi di Messina;

- In data 03.03.2021 ha ricevuto il mandato di Presidente Provinciale Trapani da parte dell’Accademia di Sicilia di Palermo;

- In data 19.12.2021 ha ricevuto dall’Accademia di Sicilia di Palermo l’ambito Premio Internazionale di Sicilianità “Pigna d’Argento” XXXIII Edizione per “Impegno Culturale”.

Tra le sue opere, più di cento, sono da ricordare i libri già pubblicati:

Libri di Poesie di Salvatore Mirabile

1. “Lo Scriba-Poesie” - Vol. I - Apr. 2013;

2. “Lo Scriba-Poesie-da Chiusa a Marsala” - Vol. II - Giu 2014;

3. “Lo Scriba-Poesie-Le riflessioni italiane” -Vol. III-Ago. 2016;

4. “Lo Scriba-Poesie italiane - L’amore” - Vol. IV Ott. 2016;

5. “Lo scriba-Poesie dedicate” - Vol. V - Apr. 2017;

6. “Lo Scriba-Poesie-Le Riflessioni siciliane-Vol.VI - Mag. 2017;

7. “Lo Scriba-Poesie Religiose” - Vol. VII - Giu. 2017;

8. “Lo scriba-Poesie – Malarazza – Vol. VIII - Set. 2019;

9. “Lo Scriba-Poesie “I love you” - Vol. IX – Ott. 2019;

10. “Lo Scriba-Poesie Siciliane - Morale - Vol. X - Apr. 2020;

11. “Lo Scriba-Poesie Sic. - Chiusa nel cuore-Vol. XI - Apr. 2020;

12. “Lo Scriba - Poesie Siciliane - Sprizzi di mare” Vol. XII  Ott. 2022;

13. “Incontrarsi nell’arte” –Mag. 2015;

14. “Lu presepiu” – Mag. 2017;

15. “Lu sciccareddu Ciccineddu”- Feb. 2017;

16. “Sicilia amara a Sicilia duci 1” - Apr. 2017;

17. “Vittime di Stragi” - Apr. 2017;

18. “Sicilia Amara/ Sicilia Duci 2” - Nov. 2019;

19. “Le sentenze” – Gen. 2020;

20. “Il Tanka Nika” – Feb. 2020;

21. “Haiku di Salvatore Mirabile” - Giu. 2020;

22. “Poesia e pittura”Mirabile/Tobia – Lug. 2020;

23. “ La Tanka” – Gen. 2021;

24. “Il presepe al buio” – Mag. 2017;

Libri di Poesie a cura di Salvatore Mirabile

25. “Al Tempio dei Poeti 2013” - Set. 2013;

26. “Al Tempio dei Poeti 2014” – Set. 2014;

27. “Al Tempio dei Poeti 2015” - Giu. 2015;

28. “Al Tempio dei Poeti 2016” – Giu. 2016;

29. “Rad. Poetico Favignana 2016” - Ott. 2016;

30. “Al Tempio dei Poeti 2017”; Ago. 2017;

31. “1^ Ant. Grup. Poet. Lilybetano” - Gen. 2019;

32. “Al Tempio dei Poeti 2018” - Lug. 2018;

33. “Antologia 1° concorso poetico”; Dic. 2018;

34. “Al Tempio dei Poeti 2019” – Ago. 2019;

35. “Al Tempio dei Poeti 2020” - Ago. 2020;

36. “Al Tempio dei Poeti 2021” - Ago. 2021;

37. “Al Teatro di Segesta 2021” - Dic. 2021;

38. “Al Tempio dei Poeti 2023” – Lug.2023

Racconti di Salvatore Mirabile

39. “Chiusa e Chiusesi” - Feb. 2015;

40. “Stralci dei miei anni” - Set.2016;

41. “Le novelle di don Calò” - Nov. 2016;

42. “I racconti di Totò Mirabile” - Gen. 2020;

43. “Curiosità e ritagli” - Giu. 2017;

Saggi di Salvatore Mirabile

44. “Museo Mirabile di Marsala” - Giu. 2015;

45. “Il Teatro” - Gen.2015;

46. “Canti e canzoni” - Gen. 2015;

47. “La storia di Chiusa Sclafani” - Ago. 2014;

48. “I giuochi fanciulleschi” - Set. 2016;

49. “Paisana di Paisi” - Set. 2016;

50. “La via delle chiese di Marsala” - Set. 2016;

51. “Le frasi fatte” - Set. 2016;

52. “Le frazioni di Marsala” - Ott.2016;

53. “Vittime di mafia” - Ott.2016;

54. “I mestieri in Sicilia” - Nov.2016;

55. “La storia di Chiusa” - Dic.2016;

56. “I bagli di Marsala” - Dic.2016;

57. “Le tabelle di luogo - Trapani” - Nov.2016;

58. “Le tabelle di luogo - Palermo” - Dic.2016;

59. “Le tabelle di luogo - Agrigento - Dic.2016;

60. “Le tabelle di luogo - C/ssetta - Dic. 2016;

61. “Le tabelle di luogo - Enna” - Gen. 2017;

62. “Le tabelle di luogo - Ragusa” - Gen. 2017;

63. “Le tabelle di luogo - Siracusa” - Gen. 2017;

64. “Le tabelle di luogo - Catania” - Gen. 2017;

65. “Le tabelle di luogo-Messina1” - Gen. 2017;

66. “Le tabelle di luogo-Messina2” - Feb.2017;

67. “La tombola” - Giu. 2017;

68. “I Proverbi siciliani” - Lug. 2017;

69. “101 pietanze al Padre” - Giu. 2017;

70. “I borghi di Sicilia” - Feb. 2018;

71. “Le pietanze - Tomo I - Antipasti e Contorni - Apr.2020;

72. “Le pietanze – Tomo II - Primi Piatti - Apr.2020;

73. “Le pietanze - Tomo III – Secondi Piatti - Apr.2020;

74. “Le pietanze - Tomo IV - Frutta e Verdura - Apr.2020;

75. “Le pietanze - Tomo V - Dolci, Vini e Liquori- Apr.2020;

76. “Ngiurii” - Soprannomi siciliani – Gennaio 2023

Romanzi di Salvatore Mirabile

77. “La storia di Savino - romanzo” - Giu.2014;

78. “Campi d’arare” - Apr.2017;

79. “Le fragole gridavano vendetta” - Dic.2017;

80. “Luna amante generosa” - Dic.2019;

81. "Componimenti di ispirazione orientale" Genn. 2024

Tutti i libri sopraelencati sono stati depositati alla Biblioteca Bombace di Palermo, secondo quanto previsto dalle leggi in materia di pubblicazione.

E-mail al seguente indirizzo: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Aggiornato al 10.01.2024

Pubblicazioni eseguite da parte del Museo Mirabile Edizioni di Marsala diretto da Salvatore Mirabile dei seguenti autori

1. “Tradizioni popolari” di Antonino Coscino;

2. “Ntra li sdirri” di Rossella Mirabile;

3. “La tela di penelope” di Francesco Camagna;

4. “Le poesie del pozzo” di Pietro Pinzarrone;

5. “La mia scuola” di Vincenza Mistretta;

6. “Riverberi del cuore” di Vitalba Tumbarello;

7. “Ant. Poetica 17 Conc, La Franca” di Billeci;

8. “Riflessioni” di Giuseppe Ganci;

9. “Sotto il ciliegio” di Gina Bonasera;

10. “Plenilunio” di Gina Bonasera”;

11. “Sorsi di caffè” di Gina Bonasera;

12. “Brezza ai margini “di José Russotti - luglio 2022;

13. ”Chiantulongu” di José Russotti - Gennaio 2022 ;

14. “La poesia arcobaleno di colori” di Beatrice Amato - 15.9.22;

15. “Racconti del Peloro” Fiabe e cunti in riva allo stretto di Antonio Cattino - Maggio 2023;

16. “Prima che sia troppo tardi” di Salvatore Pagano - Luglio 2023;

17. “Tra i rovi e le spine” di Nicolò Barone- Settembre 2023;

18. “IV antologia dei poeti” di José Russotti;

Libri da pubblicare di Totò Mirabile

A botta e ribotta;

A li tri paisi Chiusa, Giuliana e Bisacquino;

Arti e mestieri delle famiglie di Chiusa;

Basiliche e chiese di Sicilia;

Canto alla luna – evento;

Catalogo poeti e scrittori;

Catalogo Ragionato dei libri di Totò Mirabile;

Choka;

Cibi di strada;

Componimenti di ispirazione orientale;

Convegno del 23.11.2017;

Cosi d’avutri tempi;

Desideri per il Santo Natale;

Desideri per la Santa Pasqua;

Di … versi – evento;

Di Cara Domenico per libro;

Elogi Poetici;

Epigramma;

Famiglie di Chiusa Sclafani;

Filastrocche di Totò Mirabile;

Gogyoka a specchio;

I Grandi Poeti classici;

I Grandi Poeti italiani;

I Grandi Poeti siciliani;

I Grandi Poeti stranieri;

I Personaggi chiusesi;

I Personaggi marsalesi;

I premiati speciali del Museo Mirabile;

I quadri di Totò Mirabile;

I racconti due di Totò Mirabile;

I santini nel calendario;

Il venticinquennale del Museo Mirabile;

Indovina indovinello;

Indovinelli siciliani;

Inventario Poesie di Totò Mirabile;

La storia con le tavole della dom. del corriere;

LArco della Cultura Lilybetana;

Le abbanniatine;

Le contrade di Marsala;

Le erbe di Sicilia;

Le fiabe;

Le Opere premiate di Totò Mirabile;

Le relazioni di Totò Mirabile;

Le ricette di mamma Paola;

Lo scriba - poesie - bona razza;

Lo Scriba - Poesie - I sonetti;

Lo Scriba – Poesie – le riflessioni riflesse;

Lo scriba – Poesie – Proiezione di sentimenti;

Lo scriba - Poesie italiane – Ermetica;

Lo scriba - Poesie italiane - Rigenerazioni;

Lo scriba - Poesie Siciliane - Il dolceamaro;

Lo scriba - Poesie Siciliane - Mestieri;

Nel ricordo del catechismo di Totò Mirabile;

Nominario;

Opere tradotte in siciliano da Totò Mirabile;

Personaggi della storia siciliana;

Poesie accorpate col M. Puleo;

Poeti nel tempo:

Premiati speciali;

Santo Padre delle Perriere;

Sicilia amara e Sicilia duci tre;

Sicilia;

Strani Pensieri;

Testimonianze al Museo Mirabile di Marsala;

Primi Premi di Poesia

22.09.2013

- Premio al Tempio dei Poeti - 1° Simposio dei Poeti - Museo Mirabile

I papaveri appassiti

Alla vista dei papaveri rossi sui campi di grano

l’umore diventa brillante e la vista si rallegra

sotto il sole cuocente il rosso tra le spighe d’oro

un capolavoro della natura una incantevole pittura.

Eppure il vecchio contadino di buon’ora

con la zappetta in spalla raggiungeva la distesa

del grano cullato dolcemente dal venticello leggero

e curvo sulla schiena  iniziava subito a zappettare.

E  zappuliannu  e scippannu paparina e spatulidda

senza lassari mancu  quarchi filu di jina ‘nmezzu

ne treu, trifogghiu o camulei  puru si chiuvia di finu

lu lavuri vinìa annittatu comu fussi un mari d’oru.

Onuri e vantu pi lu viddanu un locu chinu di granu

la terra pulita è fruttu di stenti e di ranni sudura

setti cammisi sudati, vagnati e puru assuppati

pi caminari sempi a testa avuta e senza disonuri.

E prima di livari manu e decidiri di mmardari

taliari ca nun ci fussi cchiù nuddu  ‘ntunnu

sempri lu primu ad arrivari e l’urtimu a partiri

picchi avianu a sapiri ca era un travagghiaturi.

Che bellezza quei papaveri rossi  al mattino

ed al tramonto una tristezza infinita si spargeva

nel vederli in quel campo appassiti e spampinati

però  la loro fine aiutava a crescere la nuova vita.

Totò Mirabile


12.06.2016

- Primo Premio - La mia terra è Poesia - Lega Ambiente TP

La mia terra

Ecco la mia terra fatta di luci ed ombre

che non riesce a liberarsi dalle tenebre

impastata con acqua pura e terra imbrunita

diede e da a tutti i natali ed alimenta la vita.

Ecco la mia terra dove vago felicemente

nei sentieri veri ed in quelli della  mente

una terra che offre le sue pagine ogni dì

bella è la mia madre terra che resta qui.

Ecco la mia terra avvilita e martoriata

piena di tortuosi sentieri e pure calpestata

rifugio della mia angoscia e delle mie paure

della mia solitudine nelle notti tutte scure.

Ecco la mia terra che mi conforta sempre

ed è davvero la mia luce nelle penombre

perché ritornerò a lei in lontano giorno

per vedere finalmente tutto il suo esterno.

Totò Mirabile.


11.12.2016

- Primo Classificato-Talenti Vesuviani -

Con il libro “Lo Scriba - Poesie”.


25.02.2017

- Primo classificato - La Biglia Verde 2016

Cosi d ‘avutri tempi

E vitti li carrubi lustri nta un cannistru

‘na dicina di prennuli di zorbi appizzati a ‘na canna,

li cutugna torti e pilusi dintra un panaru

e granati russi e spinusi ci nn’eranu ‘na trintina.

Nespuli varvusi e azzalorì!!! Gridava lu mischinu.

Fìcudini gialli, virdi e russi dintra un catu

castagni e pastiglia chi niscìa di li sacchi

cu nuciddri di natali, mennuli  e fìcu sicchi.

Parsi allura a mia di riturnari picciutteddru

quannu cuglìa l’infìlamureddra a lu paisi

cu mangiati d'azzalori e mmiaculiddri

e propriu cca, taliati dunni sunnu jittati iddri.

Cchiu  luntanu c'era ‘na tavulata di virdura

cu finocchi ammazzunati, cicoria di li vigni,

burranii, sparaci e qualeddru virdi,

mazzi d'origanu, majiurana e sarvia.

Marva e rosmarino sciavurusu!!!

Ogni tantu abbanniava lu murvusu.

E cu si po’ scurdari ddri ciciri fìgurusi

ddri beddri favi chiatti e rispicchiati.

Ma chiddru chi veramenti nun putìa pinsari

era ca stu picciutteddru aranci amari putìa aviri

e quannu mi dissi: Te! Piglia!!!

M’addunai ca eranu aranci maniglia.

Ddru picciottu avìa veramenti un beni di Diu

tanta testa e ddri cosi d'avutri tempi.

Ma chiddru c’avia veramenti, dicu iu

era ca di li minacci nun ci nni futtìa nenti.

Cu accura e affizioni prisintava la mircanzia

e quannu si fici avanti un grossu malantrinu

isa’ li vrazza e ci fici vidiri li mani travagliati

stanchi e caddrusi comu un poviru mischinu.

Cu l’occhi spirdati russi e chini di focu

lu talia’ da testa a li pedi e ci fici signu

di cangiari strata e livarisi di ddrocu

picchì iddru vinnìa senza pagari pignu.

Arristai sbalurdutu di ddru picciottu sfruntatu

e caminannu caminannu mi misi a pinsari

ca forsi li cosi stavanu cangiannu finarmenti

picchì li picciotti d’ora sunnu cchiu viglianti.

 

Cose d‘altri tempi - Traduzione.

E vidi le carrube lucide dentro una cesta,

una decina di grappoli di sorbole appese ad una canna,

le mele cotogne brutte e pelose dentro un paniere

e melograni con rametti  spinosi ce n’erano una trentina.

Nespole d’inverno e azzeruoli! Gridava il poveretto.

Fichidindia gialli, verdi e rossi dentro un secchio,

castagne fresche e secche traboccanti dai sacchi

con nocciole, mandorle e fichi secchi.

Sembrò così a me di ritornare ragazzino

quando raccoglievo le more al paese

con mangiate d’azzeruoli e corbezzoli

e proprio qui guardate dove sono posati loro.

Più lontano c’era un tavolo pieno di verdura

con finocchi a mazzetti e cicoria selvatica,

borragine, asparagi e cavolini verdi,

mazzi di origano, maggiorana e salvia.

Malva e rosmarino odoroso!

Ogni tanto gridava il ragazzetto.

E chi si può dimenticare di quei ceci belli,

di quelle belle fave piatte e sbucciate!

Ma quello che veramente non potevo immaginare

era che questo ragazzo arance amare potesse avere.

E quando mi disse: Tieni! Prendi!

Mi sono accorto che erano arance dolci.

Quel ragazzo aveva veramente un ben di Dio,

tanto cervello e quelle cose d’altri tempi.

Ma quello che aveva veramente, dico io

era che delle minacce non gliene fregava nulla.

Con cura e accortezza presentava la sua merce

e quando si fece avanti un grosso malandrino

alzò le braccia e gli fece vedere le mani di lavoratore

stanche e callose come quelle di un poveretto.

Con gli occhi fuori di se, rossi e pieni di fuoco

lo guardò dalla testa ai piedi e gli fece segno

di cambiare strada e togliersi di mezzo,

perché lui vendeva senza pagare il pizzo.

Rimasi sbalordito da quel ragazzo coraggioso

e camminando camminando misi a riflettere

che forse le cose stavano cambiando finalmente

perché i ragazzi di oggi sono più coraggiosi.

 

03.05.2017

- Primo Classificato - Concorso Poetico Duonnu Pantu 2017

I FIORI DEL MALE

Paradisi artificiali di amori proibiti e peccaminosi

che danno solo l’illusoria speranza di un conforto

e quando gli effimeri piaceri svaniscono rovinosi

non rimane che la rivolta contro quel Dio storto.

E rimane ultimo il grido dello spirito disperato

la morte come passaggio ad una nuova vita

per farsi ricreare da quel Dio sordo e muto

con una creta di terra cotta non più assopita.

Come un vero poeta maledetto tutto mi da tedio

e sento ancora come un inetto che il vuoto sale

con l’angoscia sempre onnipresente e fastidio

perché queste false realtà sono i fiori del male.

Sensazione fredda di indefinibile angoscia

che mi getta lontano nello sconforto più cupo

e ciò che mi circonda tutto rompe e sfascia

innocente vittima mi ritrovo solo senza capo.

E tu morto illuso che piangi per voler vivere

sotto un cielo senza luce scuro e soffocante

dal quale oramai non è più possibile evadere

la terra m’imprigiona invalidandomi la mente.

Il disordine dei miei pensieri e il caos è tale

che la speranza non trova una via di fuga

e resta incatenata a vita con i fiori del male

e sola nelle tenebre notturne resta e vaga.

Totò Mirabile.


13.05.2017

- IX Premio Internazionale Navarro" di Sambuca di Sicilia (AG)

- concorso indetto da Lions Club, Distretto 108 di YB- Sicilia.


I CANCELLI DI AUSCHWITZ"

E caddero i cancelli di Auschwitz

custodi di un inferno terrestre

dove la bestia umana fu demonio

altro che uomo a immagine di Dio.

Uomini senza dignità e rossore

la vergogna del Dio creatore

che li lasciò liberi di fare del male

e Dio si pente in eterno del suo errore.

E caddero i cancelli di Auschwitz

custodi della più grande crudeltà

che le bestie feroci non  hanno

e ci si chiede ancora come successe.

Uomini che uomini non furono

nemmeno folli perché ragionavano

demoni che osarono sfidare Dio

da figli di satana amanti della morte.

E caddero i cancelli di Auschwitz

ricordando ad ognuno di tutti noi

che la potenza di Dio anche tardi arriva

e nessuno potrà sfuggire al suo occhio.

La memoria non si può cancellare

di quegli orrori disumani pregni di morte

di una gravità estrema ed incomprensibile

da far  cadere giù  i cancelli di Auschwitz.

Salvatore Mirabile


16.12.2017

-  1° Classificato - 2 Concorso Giuseppe La Franca

 

A Giuseppi La Franca.

Pecuri mansi su o ammaistrati

sempri scantulini di lupi stanati

nunn’era pecura e nimmenu lupu

ca era ‘npinsioni cu’ un sulu scopu.

Un funziunariu fu Giuseppi La Franca

chi àvia lassatu di pocu a banca

pinsà cultivari li so’ beddri terri

e cu li mafiusa ci facìa lu gnorri.

Nun ci vulìa dari terra mancu mortu

a chiddi Vitale ricchi pussidenti

e vinìa taliatu c’occhiu puru stortu.

Pritinnianu terra e casi da genti

e a Partinicu ca si scantavanu

li jurnala e radiu eranu ‘mputenti.

La Franca ‘ncuranti di li gran minacci

anchi ca mustrava di aviri bocci

siguitava iri a li so’ campagni

e propriu picchissu c’iniziaru rugni.

Sta tistardagini ci dava fastidiu

tantu ch’i mafiusa ci tinniru odiu

lu quattru jnnaru du novantasetti

la mafia l’ammazzà facennuci botti.

A Partinicu ci fu granni tirruri

e cu facìa finta d’un capiri nenti

scantatu prigava Santi e Signuri.

E pi sti mafiusi tutti senza scanti

un jornu  murennu c’è un pisaturi

e Chistu addettu nun ci nni fa scunti.


18.03.2018

- X Premio Internazionale Navarro


La Villeggiatura

Usanze diverse di vecchi paesani

legate a tante remote tradizioni

e quando l’estate diventava calda

la contadina diventava spavalda.

Preparava presto tutto l’occorrente

e salutava gli amici e ogni parente

e a cavallo d’asina iniziava il viaggio

per raggiungere il nuovo alloggio.

Lungo la strada i canti delle cicale

il sole infuocato sempre anormale

e raggiungendo il vecchio casolare

scaricava la miseria ormai secolare.

Scaricava la ricchezza dei suoi figli

e presto preparava a loro i giacigli

per affrontare bene quella nottata

perché la villeggiatura era iniziata.

L’uomo nel mietere e fasciare

e donne e bambini a spigolare.

Quella si che era una villeggiatura

perché si cantava senza premura.

Villeggiatura fatta di tanti sacrifici

gioia e allegria se arrivavano amici

e finita presto la stagione del grano

iniziava quella dell’uva per il vino.

Passava presto la giornata dura

ma anche quella era villeggiatura

e senza accorgersene le olive folte

erano pronte per essere raccolte.

E quando tutto era ben conservato

olio, vino e frumento immagazzinato,

finiva la villeggiatura e tanta allegria,

e l’asina contenta tornava a casa sua.

Quella fu, si, una bella villeggiatura

e oggi si cerca la bella abbronzatura

si dice addio alla casa di montagna

e si preferisce il mare alla campagna.

Le cicale cantano ora senza applausi,

aspettano che tornino i vecchi usi

e le lucertole di essere accarezzate

da natura bella come quella estate.

 

18.01.2019

Primo classificato - PM Management Partinico


LA STRAGGI DU PANI. (1944)

1. Na spùntania pacifica sciupirata

di genti viulentimenti affucata

cu muschetti e puru bummi a manu

di surdati di l’esercitu ‘talianu.

Tuttu si svurgìu prestu nta ‘na mangiata

di cincu secunni dda gran matinata

o palazzu Cumitini sempri fermu

di la via Maqqueda città di Palermu.

Lu millinuvicentuquarantaquattru

lu diciannovi ottubbri parìa scartru

ma fu granni traggedia e fu juvidìa.

Di la Sicilia libbirata ca chiuvìa

ci foru firiti tra manifestanti

persiru vita vintiquattru nuccenti.

2. Du’ fimmini e tanti poviri figghi

c’addumannavanu pani e travagghi

straggi tinta pu populu sicilianu

doppu lu sbarcu ‘ngrisi e ‘miricanu.

‘Na carnificina tinta pi crudirtà

ca nun si la scorda tutta l’umanità

ma la tinturìa e la vriogna fu tanta

ca nuddu ci cridissi si nun si cunta.

E prestu misiru tuttu a tacìri

pi scurdarisi la genti lu dispiacìri

ca misiru in motu ‘n’operazioni.

Pa mimoria faricci cancellazioni

tantu ca ammugghiarunu l’indagini

e scrissiru virità nta du’ pagini.

3. U jiornu du diciannovi ottuviru

prutistava lu populu chiù poviru

cu muvimentu siparatista jiuntu

ca du Statu vulìa raggiuni e cuntu.

Fimmini e picciriddi cu picciotti

prucidianu facennu scrusci e botti

genti vinuta di lu centru storicu

nta ‘na dimustranza di populu ‘roicu.

‘Na tinta pagina di la nostra storia

ca a mizziornu di la chiazza Pritoria

lu curteu partiu versu la prifittura.

Pacificamenti e senza primura

li sciuperanti jianu nta lu Prifettu

gridannu cu vuci un coru pirfettu.

4. P’essiri pagati adiguatamenti

cu pani e travagghiu principarmenti

li chiù ‘ncazzati ‘mpugnavanu furcuna

c’un curteu chinu e chinu di pirsuna.

Truvaru ‘n prifittura puliziotti

ma cu trenta carrabbineri picciotti

li sciupiranti tutti cristiani boni

però mancava lu Prifettu D’Antoni.

E l’autu Cummissariu Ardisiu puru

eranu fora città ca si ‘ncazzaru

e ‘na pocu di ddi nirvusi pinsaru.

E a pitrati li purtuna pigghiaru

di ddi negozi chi chiusiru battenti

ma tuttu si svurgìa pacificamenti.

5. Ammatula dumannavanu rispettu

e di parlari cu lu Viciprifettu

ca scantatu di dda genti affamata

fici certamenti ‘na grossa minchiata.

‘Nveci di ddi gran dispirati carmari

pinsà rivorgisi a li militari

ca pinnianu du prisidiu sicilianu

e ‘ntirvinni l’esercitu italianu.

La richesta fu accittata cavuda

du cumannu militari da Sabauda

ca fu allarmatu ‘nta li matinati.

E da caserma parteru li surdati

cinquantatri surdati li cchossà sardi

cu fucili e cartucci sti gran bardi.

6. Cu du bummi si misiru a marciari

pi la via Maqqueda subitu sgumbrari

la fudda ca s’avìa fattu veru assai

cu quattrumila affamati cu tanti guai.

A li Quattru Canti tiraru pitrati

ma ‘plaudianu ‘o passaggiu di surdati

ma iddi si ‘ntisiru sfuttuti puru

e sti militari si prioccuparu.

Picchì tanti disoccupati jiungìanu

ma la fudda nun avìa armi ‘n manu

ma criò pi veru ‘na tinta situazioni.

P’allarmari tutti di priuccupazioni

ca davanti o palazzu Cumitini

supra la fudda ci foru sparatini.

7. Ubbidennu a lu cumannu precisu

di pigghiari fucili e fari usu

spararu a la genti ‘mmediatamenti

pi fari scappari chiddi sciuperanti.

A via Maqqueda ci fu sangu e botti

fu carnificina cu sangu a frotti

e li strati ca eranu dda vicini

parsiru comu macelli clandistini.

Ci foru centucinquantottu firiti

vintisei morti e militi sfriggiati

e lu pumiriggiu vinniru pumperi.

Ca ddu sangu appiru a puliziari

cu tanti spruzza d’acqua veru putenti

pa vita cancillari a ddi nuccenti.

8. A scurata stissa a manu a manu

fu procramatu lu luttu cittadinu

ma ddi morti gridanu forti ancora

e cercanu sempri travagghiu tutt’ora.

Pani e travagghiu da terra si voli

‘nta la Sicilia sempri spunta lu suli

e cu ‘a putiri puru iddu mori

pani e travagghiu arricrìa lu cori.

Cu è saziu nun capisci l’affamatu

e cu è riccu nenti mai à spartutu

picchissu s’àvi a prutistari forti.

Ca gridanu vinnitta tutti ddi morti

ddi picciotti ca vulianu sulu pani

c’u travagghiu è dirittu di cristiani.


TRADUZIONE LA STRAGE DEL PANE

1. Una spontanea pacifica scioperata

di gente violentemente soffocata

con moschetti e pure bumbe a mano

di suldati dell’esercito italianu.

Tutto si svose presto in una mangiata

di cinque secondi quella mattinata

al palazzo Comitini sempre fermo

della via Maqueda città di Palermo.

Il millenovecentoquarantaquattro

il diciannove ottobre parea scaltro

ma fu una grande tragedia e fu giovedì

Della Sicilia liberata e pioveva

ci furono feriti tra manifestanti

e persero vita ventiquattro innocenti.

2. Due donne e tanti poveri figli

che chiedevano pane e lavoro

strage brutta per il popolo siciliano

dopo lo sbarco inglese e americano.

Una carneficina brutta per crudeltà

che non se la scorda tutta l’umanità.

ma la cattiveria e la vergogna fu tanta

che nessuno ci crede se non si racconta.

E presto misero tutto a tacere

per dimenticare la gente il dispiacere

e misero in moto un’operazione.

Per la memoria fare cancellazione

tanto che chiusero presto le indagini

e scrissero verità in due pagine.

3.Il giorno del diciannove ottobre

protestava il popolo più povero

con movimento separatista giunto

che dallo Stato voleva raggione e conto.

Donne e piccolini e ragazzotti

procedevano facendo scrosci e botti

gente venuta dal centro storico

in una dimostranza di popolo eroico.

‘Na brutta pagina della nostra storia

che a mezzogiorno dalla piazza Pretoria

il corteo parti verso la prefettura.

Pacificamente e senza premura

gli scioperanti andavano dal prefetto

gridando con voce un coro perfetto

4. Per essere pagati adeguatamente

con pane e lavoro principalmente

i più incazzati impugnavano forconi

e con un corteo pieno pieno di persone.

Trovarono  in prefettura i poliziotti

ma con trenta carabinieri picciotti

gli scioperanti tutti cristiani buoni

però mancava  il prefetto D’Antoni.

E l’alto Commissario Ardisio pure

erano fuori città e s’incazzarono

e alcuni di quei nervosi pensarono.

E a pietrate i portoni presero

di quei negozi che chiusero battenti

ma tutto si svolgeva pacificamente.

5. Invano domandavano rispetto

e di parlare con il viceprefetto

che impaurito da quella gente affamata

fece certamente una grossa minchiata.

Invece di quei gran disperati calrmare

pensò rivolgersi ai militari

che dipendevano dal presidio siciliano

e intervenne l’esercito italiano.

La richiesta fu accettata calda

dal comando militare Sabaudo

che fu allarmato nelle mattinate.

E dalla caserma partirono i soldati

cinquantatré soldati per lo più sardi

con fucili e cartucce sti gran baldi.

6. Con due bombe si misero a marciare

per la via Macqueda subito sgombrare

la folla che s’era fatta davvero troppa

con quattromila affamati con tanti guai-

Ai Quattro Canti tirarono pietrate

ma applaudivano al passaggio dei soldati

ma questi si sentirono sfottuti pure

e questi militari si preoccuparono.

Perché tanti disoccupati giungevano

anche se la folla non aveva armi in mano

ma creò davvero ‘na brutta situazione.

Per allarmare tutti di preoccupazioni

e davanti al palazzo Comitini

sopra la folla ci furono sparatine.

7. Ubbidendo al comando preciso

di prendere i fucili e farne uso

spararono alla gente immediatamente

per far scappare quei scioperanti.

In via Maqueda ci fu sangue e botti

fu carneficina con sangue a flotte

e le strade che erano là vicine

parsero come macelli clandestini.

Ci furono centocinquantotto feriti

ventisei morti e militi sfregiati

e il pomeriggio vennero i pompieri

Quel gran sangue dovettero pulire

Con tante spruzzate d’acqua davvero forti

Per la vita cancellare a quei innocenti.

8. In serata stessa a mano a mano

fu proclamato il lutto cittadino

ma quei morti gridano forte ancora

e cercano sempre lavoro tutt’ora.

Pane e lavoro dalla terra si vuole

in Sicilia sempre spunta il sole

e chi ha potere pure lui muore

pane e lavoro arricchisce il cuore.

Chi è sazio non comprende l’affamato

e chi è ricco niente mai ha spartito

per questo si deve protestare forte.

Perché gridano vendetta tutti quei morti

quei ragazzi che volevano solo pane

perché il lavoro è un diritto per le persone


01.03.2019

- Primo Premio - Università Ponti


Matri mia, patri miu

Matri:

Oh figghiu miu beddu di lu me cori

cuntenta sugnu puru s’un vinisti

lu sacciu ca mi pensi e m’adori

nun t’attristari ch’iu nun sugnu tristi!

Si nta la me tomba nun ci su’ ciuri

pocu cunta ca sacciu lu to’ beni

e sugnu certa di lu to’ amuri

li ciuri su’ nenti, nun fari peni.

Di luntanu m’arriva lu to’ ciatu

sentu la to’ manu chi m’accarizza;

lu marmu senza sciuri è quadiatu.

M’abbasta d’u to’ pinseri ‘na stizza

tu statti cuntentu, figghiu amatu,

è festa… lassa stari st’amarizza!

Figghiu:

Pirdunami matri mia biniditta

iu ‘un ‘aiu propriu paci pi sta festa;

la nostra fu ‘na sorti maliditta

e tanti pinsera mi vennu ‘n testa.

Pensu a quannu truvava lu cestu

cu dintra granati e pupaccena,

caramela carrubba e lu restu

e mi pigghiu di collira e pena.

Nun mi pozzu dari paci matri mia

e ti chedu pirdunu comu tannu

quannu scappatu mi persi pi la via.

Ma statti tranquilla t’arraccumannu

ca prestissimu fazzu n’acrubbazia

li sciuri ti portu ma nun t’i mannu.

Patri:

Si a to’ matri ti arrivurgisti

puru iu sintivu lu to’ lamentu

e mi dispiaci si ti rattrististi,

però, è troppu stu to’ patimentu.

Senti a to’ patri comu ‘na vota,

nun cuntanu li sordi e li ciuri

cunta l’amuri ch’avisti pi dota

picchì è ‘mpurtanti lu to’ amuri.

Chista è ‘na festa p’arricurdari

e a natri du’ basta lu pinseri

perciò sta’ tranquillu nun t’abbiliari.

Cuntanu sulu li boni maneri,

boni azioni e bonu parlari!

Li ciuri portali cu lu pinseri.

Figghiu

Commossu sugnu pi stu to’ parlari

nun mi li scordu ddi cannistri chini

ddi pupiddi di zuccaru di liccari

e caramela dilizia di li bammini.

Patri ti parlu cu lu cori ‘n manu

ca di tia mai mi separai stai certu

e si stu jornu iu sugnu luntanu

un disaggiu ‘nfinitu iu avvertu.

Nun trovu  nenti chi mi fa carmari

e provu sulu murtificazioni,

nenti c’eni chi mi po’ cunfurtari.

A vatri dugnu la me affezioni

picchì iu nun vi pozzu mai scurdari

e v’addumannu la binidizioni.

Madre mia, Padre mio

(Traduzione)

Madre:

Oh figlio mio bello del mio cuore

contenta sono anche se non venisti

lo so che mi pensi e mi adori

non ti rattristare ‘ché io non son triste!

Se nella mia tomba non ci sono fiori

poco importa perché so del tuo bene

e sono certa del tuo amore

i fiori non contano, non appenarti.

Da lontano mi è arrivato il tuo fiato

sento la tua mano che m’accarezza;

il marmo senza fiori è riscaldato.

Mi basta del tuo pensiero una goccia

tu stai contento, figlio amato,

è festa, lascia stare questa amarezza.

Figlio

Perdonami madre mia benedetta

io non ho proprio pace per questa festa;

la nostra è stata una sorte maledetta

e tanti pensieri mi vengono in testa.

Penso a quando trovavo il cesto

con dentro melograni e “pupidolci”,

caramelle carruba ed altre cose

e mi prendo di cruccio e pena.

Non mi posso dare pace madre mia

e ti chiedo perdono come allora

quando fuggitivo mi persi per la via.

Ma stai tranquilla ti raccomando

che prestissimo faccio un’acrobazia

i fiori te li porto, ma non te li mando.

Padre:

Se a tua madre ti sei rivolto

Pure io ho sentito il tuo lamento

e mi dispiace se ti rattristi,

però, è troppo questo tuo dolore.

Senti a tuo padre come una volta,

non contano i soldi e i fiori

conta l’amore che avesti per dote

perché è importante il tuo amore.

Questa è una festa per ricordare

e a noi due basta il pensiero

perciò stai tranquillo non vare bile.

Contano solo le buone maniere

le buone azioni e buon parlare!

I fiori portali col pensiero.

Figlio:

Commosso sono per questo tuo dire

non me li scordo quei cesti pieni

quei pupetti di zucchero da leccare

e caramelle delizia dei bambini.

Padre ti parlo con il cuore in mano

perché di te mai mi separai, stai certo

e se questo giorno sono lontano

un disagio infinito io avverto.

Non trovo nulla che mi fa calmare

e provo soltanto mortificazione,

niente c’è che mi può confortare.

A voi dono la mia affezione

perché io non vi posso mai scordare

e vi domando la benedizione.


01.03.2019

- Primo Premio - Università Ponti


Efesto il vulcano

Oh! Vulcano dio del fuoco e dell’armeria,

abile fabbro e protettore della metallurgia,

figlio di Era e forse di Zeus, grande Efesto,

il più brutto tra tutti gli dei dal cor mesto.

A causa della infermità sin dalla nascita,

tua madre vergognandosi della crescita

si sbarazzò di te buttandoti dall'Olimpo

e tu cadesti nell'Oceano come un lampo.

Teti ti raccolse con grande generosità

con sua figlia Eurinome piena di bontà

e cresciuto con tanto ferro da forgiare

di tua madre ti hai voluto vendicare.

E fu memorabile il trono d'oro costruito

e le catene leganti a chi vi si fosse seduto

destinato a tua madre Era la scriteriata

e la madre sedutasi restò imprigionata.

Per liberare la dea, ignara di quel segreto,

tanti dei dell’Olimpo ti hanno richiamato

ma ti rifiutasti non riuscendo a perdonare,

perché la madre il figlio non lo può gettare.

Ma con inganno Dionisio ti fece ubriacare

e sull’Olimpo a cavallo d’asino ti fece entrare

e liberasti la madre per porre fine alla lite

ma in cambio pretendesti di sposare Afrodite.

Però l’unione tra il brutto di ogni tempo

e la divinità più bella delle belle dell'Olimpo

risultò essere infelice, anzi fu tanto dolorosa

e presto Afrodite iniziò una tresca amorosa.

Ed all'insaputa di te, Efesto rude ed ingegnoso,

Afrodite amoreggiava con Ares avventuroso

ma dio sole Helios ti accese in testa la fiaccola

e tu inventasti la rete invisibile per  trappola.

Sistematala sul letto di Afrodite con luci soffuse

quando Ares si unì ad Afrodite la rete si richiuse,

immobilizzando i due amanti e arrivati gli dei

videro così lo spettacolo di quei nudi corpi rei.

Oh! Efesto che prediligi i vulcani non forgiare

più armi e licenzia i Ciclopi e di loro non abusare

fa che la gente del mondo  dimentichi la guerra

e finalmente possa stare in pace in questa terra.


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Aggiornato al 20.01.2024


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Ultimo aggiornamento Mercoledì 06 Marzo 2024 18:01
 

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